Convalidato il fermo per Giovanni Platania: l’indagato per tentato femminicidio risponde al GIP

Tentato femminicidio a Picanello, l’aggressore davanti al GIP: «Confermo quanto detto ai magistrati». Giovanni Platania ribadisce la versione della lite per la figlia, ma la tesi dell’incontro casuale non convince gli inquirenti; restano stabili le condizioni della 51enne ricoverata alla clinica Morgagni dopo l’intervento al cuore.

Si è svolta presso il carcere di Piazza Lanza l’udienza di convalida per Giovanni Platania, il 56enne accusato del tentato omicidio dell’ex consorte avvenuto giovedì scorso in via Villa Glori. Davanti al GIP Pietro Currò, l’indagato – assistito dall’avvocato Fabio Presenti – ha scelto di mantenere la linea già esposta durante l’interrogatorio con la sostituta procuratrice Emilia Rapisarda. Platania, tornato in libertà da meno di un mese, ha ammesso di aver colpito la donna con un coltello da cucina, sostenendo che il gesto sia scaturito dalle forti tensioni legate alle modalità di visita della figlia minorenne.

I dubbi degli inquirenti: agguato o casualità?

Nonostante la parziale ammissione, la ricostruzione fornita nell’ipotesi investigativa presenta ancora diversi punti d’ombra. Gli inquirenti nutrono forti dubbi sulla tesi dell’incontro fortuito davanti al bazar di Picanello. Resta da chiarire come l’uomo sapesse che l’ex moglie si sarebbe trovata in quel luogo preciso a quell’ora di sera. Per questo motivo, le forze dell’ordine continuano a sentire familiari e conoscenti della coppia, cercando di determinare se vi sia stata una premeditazione o un pedinamento.

Bollettino medico: dodici fendenti, ma la paziente è stabile

Dalla clinica Morgagni giungono nel frattempo notizie che accendono una speranza. Sebbene la 51enne sia stata raggiunta da ben dodici fendenti, le sue condizioni cliniche rimangono stabili. La donna, che ha subito una lesione gravissima che ha sfiorato il cuore, continua a essere monitorata costantemente dai sanitari dopo i complessi interventi chirurgici a cui è stata sottoposta. La comunità resta in attesa di ulteriori miglioramenti che possano consentire alla vittima di uscire dal pericolo di vita.

Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.