Catania, sgomberata l’ex palestra Lupo: avviata la demolizione per realizzare una nuova area verde
Sgomberata e demolita l’ex palestra Lupo a Catania, esplode la polemica politica: «Cancellato uno spazio di cultura dal basso». L’operazione interforze coordinata dalla Questura ha dato il via ai lavori del Comune per la realizzazione di un’area a verde, ma i movimenti sociali denunciano: «Sorgerà solo un parcheggio, distrutto un luogo storico di aggregazione».
In data 31 marzo 2026, le forze dell’ordine hanno portato a termine lo sgombero dell’ex palestra di piazza Pietro Lupo a Catania, struttura occupata da anni da esponenti dell’area antagonista e dei centri sociali. L’intervento, coordinato dalla Questura di Catania, si è svolto senza incidenti alla presenza della Digos, che ha proceduto all’identificazione dei giovani presenti all’esterno dell’edificio. La struttura, di proprietà del Comune di Catania, è stata immediatamente interessata dalle operazioni di demolizione nell’ipotesi di riqualificazione urbana dell’area.
Il progetto del Comune: verde pubblico e nuova piazza
Secondo quanto comunicato dall’amministrazione comunale, l’abbattimento dell’ex palestra rientra in un piano volto a restituire decoro al quartiere attraverso la creazione di una nuova piazza con aree destinate a verde pubblico. L’operazione viene presentata come un passaggio necessario per eliminare situazioni di degrado e occupazione irregolare, inserendosi in una più ampia visione di rinnovamento del centro storico catanese che punta a incrementare gli spazi fruibili dalla cittadinanza.
La dura replica dell’Arci e dei movimenti: «Solo posti auto»
Di segno opposto la reazione delle realtà sociali che per anni hanno gestito lo spazio. L’Arci e diversi esponenti della cultura indipendente hanno aspramente criticato la scelta, sostenendo che al posto della palestra non sorgerà un parco, ma un parcheggio. «Non era un rudere qualsiasi, ma uno dei pochissimi luoghi gratuiti di aggregazione sopravvissuti in città» ha dichiarato Matteo Iannitti, sottolineando il paradosso di un’amministrazione che parla di dossier per la cultura mentre cancella con le ruspe gli spazi di produzione culturale dal basso e di mutualismo.
Aperto un caso politico in città
La demolizione della Palestra Lupo apre ufficialmente una crisi nel rapporto tra l’amministrazione comunale e le realtà associative indipendenti. Per gli oppositori, la distruzione dello spazio reale di socialità vissuta rappresenta una ferita profonda alla narrazione di “Catania città della cultura”. La critica mossa dai movimenti evidenzia una divergenza di vedute sulla gestione degli spazi comuni: da un lato la riqualificazione istituzionale, dall’altro la difesa di presidi sociali nati dall’autogestione che, secondo i promotori, rappresentavano la vera anima culturale accessibile della città.
