L’ingegnere Giuseppe Tomarchio, già city manager a Milano, rientra a Catania dopo 26 anni per supportare il sindaco Trantino, come riportato oggi dal quotidiano “La Sicilia” in edicola.
CATANIA. Certe carriere professionali compiono percorsi articolati per poi ricongiungersi alle radici. Come evidenziato nell’edizione odierna del quotidiano “La Sicilia”, l’ingegnere Giuseppe Tomarchio, classe 1958, torna ufficialmente a Palazzo degli Elefanti con il ruolo di esperto del sindaco Enrico Trantino per occuparsi di “assessment organizzativo”. L’incarico, assegnato il 19 gennaio, avrà una durata di 12 mesi e sarà svolto a titolo gratuito, prevedendo esclusivamente il rimborso delle spese documentate.
Il profilo di Tomarchio rappresenta un raro esempio di “profeta in patria” che ha saputo imporsi ai vertici sia del settore pubblico che privato. Laureato in Ingegneria a Catania e specializzato con un Master in Direzione Aziendale a Milano, la sua storia con il Comune etneo ha radici lontane: nel 1998 fu l’allora sindaco Enzo Bianco a volerlo come direttore generale dell’ente, incarico mantenuto fino al 2000. Da quel momento, la sua traiettoria professionale lo ha portato a scalare i vertici di grandi realtà nazionali.
A Milano, Tomarchio è stato protagonista di una stagione significativa: prima come vicedirettore generale nel 2000 e, successivamente, nel 2013, come City Manager nominato da Giuliano Pisapia, che lo scelse tra 185 candidati per guidare l’amministrazione meneghina. Nel settore privato, ha ricoperto incarichi di vertice in colossi come Fastweb e Gemmo, dove ha agito in qualità di Amministratore Delegato e Direttore Generale.
Il ritorno a Catania, i cui dettagli sono stati approfonditi oggi dalla stampa locale, avviene tramite un avviso pubblico del 24 dicembre scorso, rimasto aperto fino al 13 gennaio 2026. In un ente che deve fare i conti con i vincoli del dissesto finanziario, la figura di Tomarchio è stata individuata come il profilo ideale per gestire la macchina amministrativa e le società partecipate con un approccio manageriale d’alto livello. La nomina punta a colmare un vuoto di competenze gestionali in una struttura che, dai tempi di Antonella Liotta, non disponeva di una figura di coordinamento tecnico simile a un city manager.
