Antonio Tajani ribadisce la centralità dell’Isola per Forza Italia: dialogo con tutti, difesa della leadership regionale e nessuna resa sulle scelte strategiche del partito.
Da un’agenda internazionale fitta, segnata da un confronto diretto con il segretario di Stato americano Marco Rubio, alle tensioni politiche siciliane. La visita a Catania del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani si è trasformata in un momento di chiarimento sul futuro di Forza Italia in Sicilia, tra fibrillazioni interne e prospettive congressuali.
Nel forum in redazione con il direttore Antonello Piraneo e il vicedirettore Mario Barresi, Tajani ha affrontato senza reticenze i nodi aperti nel partito, ribadendo un principio chiave: la Sicilia resta una priorità politica e Forza Italia non intende rinunciare alla sua guida.
Il leader azzurro ha difeso con decisione l’operato del presidente della Regione Renato Schifani. «I dati economici parlano chiaro – ha sottolineato – il Pil siciliano cresce più della media nazionale. Significa che il governo regionale sta lavorando bene e che il centrodestra, guidato da Forza Italia, sta dando risposte concrete».
Quanto alle tensioni interne, Tajani ha scelto la linea dell’ascolto. «Parlerò con tutti – ha spiegato – perché nel nostro partito nessuno è superfluo». Un messaggio che include i principali riferimenti regionali, da Marco Falcone a Caterina Chinnici, passando per l’assessore Edy Tamajo e i gruppi dirigenti di Catania e Palermo.
Sul ruolo del segretario regionale Marcello Caruso, messo in discussione da una parte del partito, Tajani ha chiarito che le decisioni non saranno calate dall’alto. «Non spetta a me scegliere i segretari – ha affermato – la parola spetta agli iscritti. Dopo il referendum sulla Giustizia affronteremo il tema al congresso regionale». Fino ad allora, Caruso resta in carica e va sostenuto.
Un passaggio netto anche sul garantismo, all’indomani delle notizie giudiziarie che hanno coinvolto esponenti regionali di Forza Italia. «Sono garantista sempre – ha ribadito Tajani – la presunzione di innocenza vale per tutti, senza doppi standard».
Nel mosaico siciliano rientrano anche le forze federate, come il movimento di Raffaele Lombardo. «È una componente importante – ha osservato – che ha dato un contributo significativo. Anche questo è dialogo politico».
Infine, Tajani ha respinto le letture che vedono in corso una resa dei conti interna o una sua possibile “rottamazione”. «Forza Italia sta cambiando – ha concluso – non per cancellare il passato, ma per allargarsi al mondo civico, alle energie produttive e a una nuova classe dirigente. Difendere la bandiera del partito viene prima di tutto».
