Giuseppe Trovato attraversa la Sicilia con il suo libro sullo spopolamento
Diciannove tappe tra luglio e agosto 2026: Giuseppe Trovato attraversa la Sicilia per parlare di emigrazione giovanile e diritto al futuro.
Giuseppe Trovato
Da Trecastagni, il via a un viaggio autofinanziato per la Sicilia che svuota
Il 5 luglio a Trecastagni, alle pendici dell’Etna, comincia un percorso lungo quasi due mesi. Giuseppe Trovato, autore di Restare è resistere pubblicato da Navarra Editore, attraverserà la Sicilia in diciannove tappe per portare nelle piazze e nelle sale dei comuni dell’Isola una domanda semplice e scomoda: quanto è libera davvero una generazione quando partire è l’unica scelta ragionevole?
Il viaggio è autofinanziato. Trovato pagherà personalmente la benzina e si farà ospitare di volta in volta da amici e conoscenti. Una scelta che dice già qualcosa sul tono dell’iniziativa: niente sponsor, niente circuiti istituzionali, niente tournée letterarie confezionate. Solo un autore che gira la sua terra con un libro in mano.
«Per tutto luglio e agosto sarò materialmente in viaggio, ogni giorno da una parte diversa della Sicilia. Farò il nomade nella mia terra per parlare del diritto a restare, autofinanziando il viaggio: sosterrò personalmente le spese per la benzina e mi farò ospitare, tappa dopo tappa, da amici e conoscenti. Il libro è lo strumento che mi permette di aprire questa discussione, ma il centro del viaggio sono le persone, i territori e le loro storie. Voglio ascoltare chi è partito, chi sta pensando di farlo, chi è tornato e chi continua a costruire qui nonostante tutto.»
Ragusa, Favignana, Cinisi: territori diversi, stesso problema
Il calendario tocca realtà molto distanti tra loro. Ci sono le città medie, Ragusa il 10 luglio e Siracusa l’11, e poi i piccoli comuni dell’entroterra: Ramacca, Grammichele, Palazzolo Acreide, Buccheri, Licodia Eubea. C’è Favignana, isola delle Egadi, il 25 luglio. C’è Sambuca di Sicilia, comune dell’Agrigentino noto per aver venduto case a un euro, tappa il 21 luglio. Contesti diversi, ma accomunati dalla stessa dinamica: perdita di residenti, servizi che si assottigliano, difficoltà crescente nell’offrire ai giovani lavoro, studio, mobilità.
La tappa del 27 luglio a Cinisi, nel Palermitano, ha un peso particolare. Trovato ha legato parte del percorso narrativo del libro alla memoria di Peppino Impastato, il militante antimafia ucciso nel 1978 nella stessa Cinisi. La scelta non è casuale: per l’autore, ricordare ha senso solo se produce partecipazione e responsabilità nel presente, non nostalgia.
«Tanto qui non cambia niente»: la frase che ha spinto il viaggio
Trovato racconta di aver sentito spesso, durante gli incontri nelle scuole, una frase pronunciata quasi senza enfasi: «Tanto qui non cambia niente». Non detta con rabbia, ma con la placidità di chi ha già fatto i conti. È quel momento, spiega, in cui un ragazzo smette di collocare il proprio futuro nel territorio in cui è cresciuto. La partenza non è ancora avvenuta, ma è già decisa.
«Abbiamo trasformato la partenza dei giovani in un rito familiare: le valigie preparate, gli aeroporti, le stanze che rimangono vuote, i paesi che perdono ogni anno energie e competenze. Continuiamo a vivere queste separazioni come fatti privati, mentre la loro somma sta cambiando la struttura sociale, economica e democratica della Sicilia.»
Il punto che l’autore vuole portare in piazza non è un invito a non partire. È più sottile.
«Partire deve restare una libertà. Una valigia è una scelta soltanto quando può rimanere chiusa. Nessuno deve essere obbligato a restare per mancanza di mezzi, ma nessuno dovrebbe essere costretto ad andare via per avere un lavoro dignitoso, studiare, curarsi, muoversi o vivere una vita autonoma. Attraverserò la Sicilia perché questa discussione non può restare chiusa dentro un libro. Restare deve tornare a essere una possibilità concreta, un diritto e una scelta libera.»
Spopolamento come questione democratica, non solo demografica
Il libro — e il viaggio che ne prolunga la vita pubblica — inquadra lo spopolamento come un problema di democrazia prima ancora che di numeri. Quando mancano trasporti decenti, ospedali funzionanti, scuole superiori raggiungibili, possibilità di trovare casa a prezzi accessibili, la libertà di scegliere dove vivere diventa formale. Esiste sulla carta, non nella realtà.
Una comunità che perde i propri giovani perde famiglie nuove, competenze, associazioni, capacità di rinnovarsi. Lo spopolamento, in questo senso, non riguarda solo chi fa le valigie: riguarda chi rimane, la qualità dei servizi che riesce ancora a ricevere, la tenuta delle istituzioni locali.
Le diciannove tappe: il calendario completo
Dopo il via da Trecastagni (5 luglio, Catania), il tour prosegue con Ragusa (10 luglio), Siracusa (11), Ramacca (13, CT), Grammichele (17, CT), Palazzolo Acreide (18, SR), Augusta (19, SR), Adrano (20, CT), Sambuca di Sicilia (21, AG), Sant’Agata Li Battiati (22, CT), Rometta Marea (24, ME), Favignana (25, TP), Cinisi (27, PA), Monreale (28, PA), Licodia Eubea (31 luglio, CT). Ad agosto: Scoglitti (3, RG), Buccheri (5, SR), Naso (6, ME) e Capaci (9, PA).
