Aeroporto Catania riaperto dopo la cenere dell’Etna

La Sac comunica la riapertura degli spazi aerei C1 e B3, chiusi per l’eruzione. Il Vona scende da rosso ad arancione, tremore vulcanico in leggero aumento.

Voli di nuovo regolari a Fontanarossa. Dopo la chiusura degli spazi aerei C1 e B3 causata dall’eruzione in corso sull’Etna, l’aeroporto di Catania è tornato operativo nella serata di lunedì 15 settembre. Ad annunciarlo è la Sac, la società che gestisce lo scalo, che ha comunicato la riapertura con effetto immediato.

Voli ripristinati, ma con verifiche consigliate

Nella nota diffusa la Sac fa sapere che «sono ripristinate le attività di volo in partenza e in arrivo con effetto immediato», invitando comunque i passeggeri a «verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree». Un’indicazione che tiene conto della fase ancora in evoluzione dell’attività vulcanica.

Cenere in calo, tremore in risalita

Dai crateri sommitali del vulcano l’emissione di cenere prosegue, ma con intensità più debole rispetto alle ore precedenti. Il tremore vulcanico, l’indicatore che misura l’energia di risalita del magma nei condotti interni dell’edificio vulcanico, è invece in leggero aumento e oscilla su valori medi. Sulla base di questi elementi l’Ingv Osservatorio Etneo di Catania ha abbassato il livello del Vona, l’avviso per il traffico aereo legato alle eruzioni vulcaniche, portandolo da rosso ad arancione, il terzo grado di allerta su una scala di quattro.

Un tavolo all’Enac per coordinare gli scali siciliani

Le chiusure ripetute dello scalo catanese nel corso dell’estate 2026 hanno spinto l’Enac a convocare a Roma un incontro con i gestori aeroportuali siciliani per rivedere le procedure di gestione delle emergenze. Al tavolo la Sac ha proposto un coordinamento regionale che rafforzi la collaborazione già esistente con l’assessorato regionale delle Infrastrutture e della Mobilità e con la Protezione Civile, per rendere più rapido lo scambio di informazioni tra i diversi soggetti coinvolti in caso di crisi.

La posizione della Sac

La presidente della Sac, Anna Quattrone, e l’amministratore delegato, Nico Torrisi, spiegano che «l’esperienza di questa estate ha evidenziato che una crisi che interessa Catania produce effetti sull’intero sistema regionale e deve quindi essere affrontata con una visione di rete». I due aggiungono che «ogni aeroporto mantiene naturalmente le proprie responsabilità e capacità operative ma occorre disporre di un quadro comune che permetta di conoscere in tempo utile quali capacità siano realmente disponibili e quali azioni possano essere attivate».

Per i vertici della società «il punto non è creare nuove sovrapposizioni decisionali ma rendere più rapido ed efficace il raccordo tra competenze già esistenti, a partire dalla collaborazione con l’assessorato regionale e la Protezione Civile, che si è confermato fondamentale nella gestione dell’emergenza estiva». Quattrone e Torrisi chiudono ringraziando l’Enac «per l’attenzione dedicata al progetto e per aver promosso questo momento proficuo di confronto, che rappresenta un passaggio importante per rafforzare la resilienza del sistema aeroportuale regionale».