L’Etna ferma Fontanarossa: oltre 150 voli tra cancellazioni e dirottamenti

Tra cancellazioni e dirottamenti oltre 150 voli coinvolti. Enac chiede un «backup strutturato» per l’aeroporto di Catania

foto archivio

Una nuova emissione di cenere dall’Etna ha paralizzato ieri l’aeroporto di Catania Fontanarossa, con oltre 150 voli tra cancellazioni e dirottamenti. Nell’ambito dell’emergenza cenere Etna Fontanarossa sono stati registrati 82 voli cancellati e più di 70 tra dirottamenti e riprogrammazioni, per uno stop che avrebbe dovuto concludersi alle 10 di questa mattina, salvo nuove proroghe sempre possibili.

Il blocco scattato in mattinata

L’allarme è partito intorno alle 9,30 di ieri. Prima dello stop erano riusciti a decollare regolarmente 6 voli, mentre altri 10 erano atterrati senza problemi. Da quel momento la situazione è precipitata: alle 22 risultavano 53 i voli in arrivo dirottati su altri scali, di cui 30 verso Palermo, 12 verso Comiso, 10 verso Trapani e 1 verso Bari. Ad essi si sono aggiunti altri 17 voli in partenza riprogrammati da scali alternativi. I cancellati sono stati 82 in totale, 28 in arrivo e 54 in partenza.

Il bollettino Vona e le proroghe della Sac

Alla base dello stop c’è il bollettino Vona (Volcano observatory notices for aviation) diramato dall’Ingv in codice rosso, che ha portato alla chiusura temporanea dello spazio aereo relativo al settore C1. La Sac, la società che gestisce lo scalo di Fontanarossa, ha comunicato inizialmente la sospensione delle operazioni in arrivo fino alle 16, ma i disagi si sono estesi anche alle partenze. Intorno alle 13,30 è arrivata una nuova comunicazione con la chiusura anche dello spazio aereo B3: la Sac ha reso noto che erano «sospese le attività di volo in arrivo e partenza fino alle 22». Alle 20 un’ulteriore proroga ha spostato lo stop alle 10 di questa mattina.

Uno scenario già visto ad agosto

La situazione richiama l’emergenza vissuta ad agosto, durata oltre una settimana, nel pieno della stagione turistica. Fontanarossa si trova intanto nel mezzo di una procedura per la cessione a privati della maggioranza delle quote societarie della Sac. Dopo i disagi di agosto si era riaperto il dibattito sulla necessità di un piano per gestire le emergenze legate alla cenere vulcanica, e il ministro Nello Musumeci, ex presidente della Regione, aveva rilanciato l’ipotesi di un nuovo aeroporto nell’ennese.