Soffocata dall’ex dopo mesi di denunce: il caso di Tania Terrin
Aveva denunciato più volte, era scattato il codice rosso ad aprile, il questore aveva emesso un ammonimento. A Ferragosto Dino Keber l’ha soffocata in casa sua.
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Femminicidio a Camponogara: la sera di Ferragosto
Tania Terrin aveva 39 anni e un abito rosso addosso, quello che aveva scelto per uscire con gli amici. Non è uscita. Il femminicidio di Camponogara si è consumato la sera del 15 agosto, quando Dino Keber, l’ex compagno, l’ha soffocata nella sua casa in provincia di Venezia. Poi è tornato nel suo appartamento a Dolo e si è impiccato. L’uomo nei mesi precedenti è stato denunciato sette o otto volte. Le forze dell’ordine mantengono ancora riserbo sulla dinamica dell’omicidio e sui dettagli che hanno preceduto la morte della donna. Gli accertamenti dovranno chiarire anche la precisa successione degli eventi.
Femminicidio Camponogara: denunce, codice rosso e un ammonimento
Keber non era uno sconosciuto agli uffici di polizia. I suoi precedenti risalivano al 2002, quando era appena maggiorenne. Altre donne lo avevano denunciato nel 2010 e nel 2021, ma in entrambi i casi le querele erano state ritirate e i procedimenti archiviati.
Ad aprile era scattato il codice rosso: Tania aveva raccontato come l’uomo l’avesse stretta per il collo fino a farle perdere i sensi. Due giorni di prognosi. Lui stesso l’aveva accompagnata in ospedale. A giugno il Questore di Venezia aveva emesso un ammonimento, che teneva conto anche di quei precedenti. Nessun braccialetto elettronico, però. Nessuna misura cautelare.
Secondo quanto emerge, l’episodio di aprile non sarebbe stato allegato alla querela successiva: da lì la decisione di fermarsi all’ammonimento e a una vigilanza periodica. Un dettaglio che pesa, nel ricostruire perché a un uomo con quel profilo non siano state applicate misure più stringenti.
Lo stesso giorno, altre due donne uccise
La notizia della morte di Tania si è diffusa mentre, nelle stesse ore, altre due donne venivano uccise in Italia. A Colleferro una cinquantenne è stata accoltellata davanti al figlio più piccolo. A Corigliano Rossano una settantatreenne è stata trovata morta in un fondo agricolo. Tre storie in un solo giorno.
I numeri del femminicidio in Italia sono conosciuti. Le leggi degli ultimi anni sono diverse, il codice rosso esiste. Le donne però continuano a morire per mano di chi diceva di amarle, spesso dopo aver denunciato, spesso mentre il sistema le teneva formalmente sotto osservazione.
La distanza tra la legge e la sua applicazione
Il caso di Tania Terrin ha riaperto in poche ore il dibattito tra chi chiede più repressione e chi invoca più prevenzione. Ma la domanda di fondo resta un’altra: il sistema ha funzionato? E se non ha funzionato, in quale passaggio si è rotto? La risposta non è ancora arrivata. Quello che è certo è che tra il momento in cui una donna entra in una caserma a raccontare e il momento in cui le autorità decidono che il pericolo è abbastanza serio da giustificare una misura restrittiva concreta, esiste uno spazio. In certi casi, quello spazio è risultato fatale. Dino Keber è deceduto.
Per chiedere aiuto o ricevere assistenza è disponibile il numero nazionale antiviolenza e stalking 1522, gratuito e attivo 24 ore su 24.
Nessun procedimento penale potrà essere celebrato nei suoi confronti. Le ricostruzioni sulle responsabilità del sistema sono ancora in corso e non sono oggetto di provvedimenti giudiziari definitivi.
