Cade un’accusa per Galvagno: il gip archivia l’inchiesta sul Capodanno in piazza Duomo
La gip di Palermo ha archiviato una parte dell’inchiesta a carico del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, relativa ai fondi per il Capodanno 2024 a Catania. Prosegue invece il procedimento per gli altri presunti episodi, con l’udienza del 18 giugno per valutare il trasferimento del processo nel capoluogo etneo.
Il tribunale di Palermo, tramite la giudice per le indagini preliminari Patrizia Ferro, ha disposto l’archiviazione di un filone dell’inchiesta che vede coinvolto Gaetano Galvagno, presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana. La vicenda chiusa in questa fase riguarda la presunta corruzione legata all’assegnazione dei finanziamenti per i festeggiamenti del Capodanno 2024 in piazza Duomo a Catania. Insieme a Galvagno, la decisione scagiona per questo specifico capitolo anche l’ex portavoce Sabrina De Capitani di Vimercate, Giuseppe Cinquemani e l’impresario dello spettacolo Sebastiano “Nuccio” La Ferlita.
Le motivazioni e i filoni aperti
Nell’ipotesi investigativa originaria, secondo l’accusa, vi sarebbero state agevolazioni per La Ferlita in cambio di presunte utilità. I magistrati hanno però valutato che le richieste di biglietti omaggio avanzate dall’ex portavoce non potessero configurare un quadro probatorio solido per sostenere l’accusa in dibattimento. Di conseguenza, è stata la stessa Procura a chiedere e ottenere l’archiviazione per questa specifica tranche. Galvagno e De Capitani restano comunque imputati nel filone principale per altre presunte vicende analoghe.
La richiesta di trasferimento a Catania
Il prossimo 18 giugno la difesa del presidente dell’Ars si presenterà in aula per chiedere al Tribunale di Palermo lo spostamento dell’intero procedimento giudiziario a Catania. L’istanza si basa sul fatto che il presunto reato più grave tra quelli contestati, ovvero il peculato per l’ipotetico uso illegittimo dell’auto blu, si sarebbe consumato proprio all’ombra dell’Etna.
Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.
