Ritardi collettore Aci Castello: le richieste del PD su tempi e responsabilità
Costa dei Ciclopi, i faraglioni visti da Aci Trezza, Catania, Sicilia.
Dalle sanzioni Ue ai tempi di collaudo: i dem chiedono chiarezza su un’opera attesa da 8 anni.
Il Partito Democratico di Aci Castello solleva nuovamente il velo sulla questione del Disinquinamento dell’Area Marina Protetta “Isole Ciclopi”. In una nota indirizzata al primo cittadino, avente come oggetto il «Collettore di salvaguardia», il gruppo politico ripercorre la lunga e travagliata storia dell’infrastruttura, partita nel 2017 dopo un iter burocratico di undici anni.
Nel documento si legge testualmente: «Premesso che, nel 2017, sono partiti i lavori per la realizzazione del collettore fognario di Aci Castello che coinvolge anche i vicini centri di Aci Catena ed Acireale […] e che in teoria avrebbero dovuto concludersi in 27 mesi». La realtà descritta dai dem, però, è ben diversa dalle previsioni: «dopo ben 8 anni ancora tutto ciò non sembra doversi trasformarsi in realtà».
Il focus si sposta poi sull’impatto economico e ambientale: «Considerato che continuiamo a pagare multe salatissime alla Comunità Europea a causa dello sversamento a mare di liquami, senza contare, in termini economici, le ripercussioni che investono il turismo». Pur ammettendo che «la responsabilità diretta non è dei comuni citati, bensì della Regione Siciliana», il PD punta il dito contro la gestione dell’informazione locale: «Viste le continue riunioni tecniche che si svolgono presso il comune di Aci Castello, le cui decisioni vengono regolarmente fuorviate alla conoscenza della cittadinanza».
Alla luce di ciò, l’interrogazione chiede formalmente di chiarire quattro punti cruciali:
- «lo stato dei lavori e se esistono, lungo il percorso, criticità che non sono ancora state risolte per poter far confluire i reflui a Pantano d’Arci»;
- «fra quanti mesi/anni il progetto del Collettore di Salvaguardia sarà regolarmente collaudato e garantita la sua funzionalità»;
- «fra quanti mesi/anni è prevista la fine lavori di tutto il sistema necessario per confluire i reflui a Pantano d’Arci (cioè per il superamento delle criticità puntuali che impediscono la funzionalità del Vecchio Allacciante dal golfo di Ognina a Pantano d’Arci, la realizzazione delle reti fognarie cittadine, gli allacci alle utenze private, la stipula dei contratti)»;
- «il soggetto o i soggetti responsabili dei ritardi sino ad oggi accumulati e del conseguente permanere di un grave danno ambientale di immagine ed economico dell’Area Marina Protetta “Isole dei Ciclopi”».
