Parolin a Catania: la visita del Legato Pontificio per i novecento anni dalla traslazione di Sant’Agata

Il cardinale Pietro Parolin, Legato Pontificio nominato da Papa Leone XIV, a Palazzo degli Elefanti per il IX Centenario di Sant’Agata.

il Cardinale Parolin in visita a Palazzo degli Elefanti

Cardinale Parolin Catania: la visita come Legato Pontificio

Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, è arrivato oggi a Palazzo degli Elefanti per le celebrazioni del IX Centenario della traslazione delle spoglie di Sant’Agata da Costantinopoli. La visita del cardinale Parolin a Catania è avvenuta nella veste di Legato Pontificio, nomina conferitagli da Papa Leone XIV per riconoscere il peso storico e religioso della ricorrenza per la città etnea e per la Chiesa universale.

Ad accoglierlo il sindaco Enrico Trantino e il presidente del Consiglio comunale Sebastiano Anastasi. Prima di accomodarsi nel salone, il porporato ha firmato il libro degli illustri ospiti lasciando una dedica personale.

I doni e la poltrona di Giovanni Paolo II

Il sindaco Trantino ha consegnato al cardinale un elefantino realizzato dall’orafo Ugo Lombardo. Il presidente Anastasi ha donato il libro-martirologio della Vergine catanese. A questi si è aggiunto un ulteriore omaggio del Comitato per i festeggiamenti del 5 Febbraio, offerto dal segretario padre Orazio Bonaccorsi e dal presidente Carmelo Grasso.

La seconda parte dell’incontro si è svolta nella sala giunta. Parolin ha preso posto alla poltrona centrale del tavolo, la stessa su cui si era seduto Giovanni Paolo II durante la sua visita a Catania nel 1994. Un dettaglio che non è passato inosservato: «Sono imbarazzato», ha detto il porporato, «e personalmente mi auguro che presto vi si possa sedere Sua Santità Leone XIV».

Le autorità presenti e le parole di Parolin

Al tavolo con il Legato Pontificio erano seduti, tra gli altri, l’arcivescovo metropolita Luigi Renna, il prefetto Pietro Signoriello, il rettore dell’Università di Catania Enrico Foti, il presidente della Corte d’Appello Nino Porracciolo, il questore Giuseppe Bellassai e i vertici locali delle forze dell’ordine.

Il cardinale ha riconosciuto la forza del legame tra la città e la sua patrona: «Ho toccato con mano quanto sia forte questo legame fra la città e la sua patrona». E ha aggiunto: «La vita cristiana può animare la vita sociale stimolando le attitudini degli amministratori e dei cittadini. Mi auguro che questa compenetrazione possa essere feconda e continuare, poiché ci sono le basi per porla a beneficio della comunità religiosa e di quella civile».

Il presidente del Consiglio comunale Anastasi aveva già fissato il senso della giornata con una formula netta: «Agata è di Catania e Catania è Agata; tutta la storia cittadina si fonda su questo sinonimo».

Trantino: «Abbiamo bisogno di trovare ciò che ci unisce»

Il sindaco Trantino ha colto l’occasione per rivolgersi direttamente ai catanesi, andando oltre il registro puramente celebrativo: «Che la sua presenza possa accendere oggi il fuoco della speranza. Dovremmo noi catanesi imparare a cogliere questi segni per il forte valore simbolico che hanno, perché abbiamo bisogno di trovare ciò che ci unisce, piuttosto che concentrarci su quel che separa, disgrega e ci rende distanti l’un dall’altro. Sono momenti in cui, assumendo il valore di una comunità coesa, potremo essere spinti ad agire per un futuro che riguardi i nostri figli prima ancora di noi; un futuro migliore di quello che viviamo, spinti a rispettare questa città come talvolta forse non facciamo».

Candidatura Unesco e annullo speciale

La visita si inserisce in un programma di celebrazioni più ampio. Per il nono centenario è stato coniato un annullo postale speciale. Sul fronte del riconoscimento internazionale, Catania è pronta ad avanzare la candidatura della festa del 5 Febbraio a patrimonio immateriale dell’Unesco, puntando sulla valenza mondiale che la ricorrenza ha assunto nel tempo.