Ministero della Giustizia: a Catania nasce il Polo per i minorenni

Inaugurato a Catania il nuovo Polo della giustizia minorile nell’ex Educandato Regina Elena, primo immobile acquistato dal Ministero in cinquant’anni.

Una sede unica per tribunale, procura e accoglienza

Il 9 luglio 2026 Catania ha ricevuto il nuovo Polo della giustizia minorile: una struttura che riunisce sotto lo stesso tetto il Tribunale per i minorenni, la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni e il Centro di prima accoglienza del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità. La cerimonia di consegna si è tenuta questa mattina nell’edificio che ospiterà il polo, l’ex Educandato “Regina Elena”.

Fino ad oggi queste realtà erano disperse in sedi diverse, con tutto ciò che ne consegue in termini di efficienza operativa. Adesso, concentrando le principali funzioni giudiziarie e amministrative dedicate ai minori in un unico spazio, il sistema potrà lavorare in modo più coordinato.

Il primo acquisto immobiliare del Ministero in mezzo secolo

C’è un dato che rende questa inaugurazione insolita anche sul piano amministrativo. Il nuovo polo sorge nel primo immobile acquistato dal Ministero della Giustizia negli ultimi cinquant’anni. Un fatto che, al di là della cerimonia, dice qualcosa sulle abitudini di una macchina pubblica che raramente investe in proprietà dirette.

Il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, presente all’evento, ha inquadrato l’operazione in termini politici precisi: «È un risultato importante, nato dal lavoro comune tra istituzioni, territorio e persone che hanno creduto in un obiettivo: dare un futuro diverso ai giovani che oggi sono legati al mondo criminale e alle loro famiglie». Ha aggiunto che «grazie all’impegno del Ministero questo edificio diventa oggi un presidio di legalità, prevenzione e contrasto alla mafia, con al centro percorsi seri di responsabilità e recupero. Un grande investimento che non riguarda solo gli spazi ma che, con l’iter per convertire in legge il protocollo Liberi di scegliere, contribuisce a spezzare le catene che legano i clan al futuro dei ragazzi e a costruire quello di un’intera comunità».

Il protocollo “Liberi di scegliere” punta al Parlamento

Il richiamo al protocollo “Liberi di scegliere” non è casuale. L’ideatore è Roberto Di Bella, Presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, che era presente alla cerimonia. Il protocollo, già sottoscritto dal Ministero, è diventato una proposta di legge attualmente all’esame del Parlamento: punta a offrire ai minori coinvolti in contesti di criminalità organizzata una via d’uscita concreta, sottraendoli all’influenza dei clan attraverso percorsi di allontanamento e reinserimento.

Alla cerimonia era presente anche la Procuratrice della Repubblica Carla Santocono.

Strutture adeguate per chi lavora con i minori

Antonio Sangermano, Capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, ha messo l’accento sulla dimensione operativa dell’intervento, sottolineando «l’importanza strategica che strutture moderne e funzionali rivestono per garantire un’efficace amministrazione della giustizia minorile e assicurare ai magistrati, agli operatori e ai servizi condizioni adeguate allo svolgimento delle proprie funzioni».

Una questione spesso trascurata nel dibattito pubblico: le condizioni di lavoro di chi si occupa di minori in difficoltà incidono direttamente sulla qualità degli interventi. Avere spazi dignitosi, funzionali e integrati non è un dettaglio logistico, ma una scelta che produce effetti concreti sulle persone seguite dal sistema.