Pietrangelo Buttafuoco su La Sicilia: «Nel 2027 la Sicilia deve diventare hub del Mediterraneo»
Pietrangelo Buttafuoco lancia la sfida per il futuro della Sicilia: «Il 2027 sia l’anno della svolta strategica, serve un atto di generosità di Schifani per andare al voto». In un’intervista rilasciata a Mario Barresi su “La Sicilia” oggi in edicola, il presidente della Biennale propone Giorgio Mulè come figura di sintesi per proiettare l’Isola verso il Mediterraneo e il mondo arabo, superando la gestione dell’ordinario per abbracciare una visione di politica estera regionale.
La Sicilia si trova dinanzi a un bivio storico che richiede di superare le contingenze amministrative per abbracciare una dimensione internazionale. È questo il cuore della riflessione di Pietrangelo Buttafuoco pubblicata questa mattina dal quotidiano La Sicilia. Secondo lo scrittore, il 2027 – anno del 1.200° anniversario dell’Emirato di Sicilia – rappresenta un’occasione irripetibile per trasformare l’Isola nella piattaforma naturale verso il Maghreb e i Paesi del Golfo, riscattandola definitivamente dalla condizione di periferia.
L’appello al Governatore: «Schifani favorisca il voto anticipato»
L’analisi di Buttafuoco entra nel vivo della tenuta del governo regionale. Pur riconoscendo a Renato Schifani la statura di un «galantuomo», l’intellettuale ne delinea un orizzonte politico nazionale, suggerendo che per il bene della Sicilia sia necessario un cambio di passo immediato. «Io immagino che un galantuomo come Schifani lo capisca e per un atto di generosità dia la possibilità di andare alle elezioni», dichiara Buttafuoco, sostenendo che restare ancorati alla fine naturale della legislatura precluderebbe al territorio una necessaria fase di rilancio.
Giorgio Mulè: il profilo per la “svolta trasversale”
Per guidare questa nuova stagione, Buttafuoco indica Giorgio Mulè come l’unica figura in grado di raccogliere un’eredità politica importante. Grazie all’esperienza come viceministro alla Difesa, Mulè avrebbe già tessuto le reti relazionali indispensabili per riposizionare la Sicilia nel Mediterraneo attraverso infrastrutture di visione, come un tunnel verso la Tunisia. Il progetto proposto mira a superare i consueti steccati di schieramento, includendo l’energia di personalità come Cateno De Luca per esercitare una sovranità siciliana basata sulla decisione e non sui diktat dei tavoli romani.
