Centrodestra Sicilia: Noi Moderati denuncia l’esclusione dal vertice di maggioranza con Schifani
Tensioni nel centrodestra siciliano, Noi Moderati escluso dal vertice di maggioranza: l’attacco di Saverio Romano. Il coordinatore politico accusa gli alleati di voler silenziare il partito dopo le critiche sullo stallo all’Ars; scontro aperto con il governo Schifani sulla gestione della coalizione e le emergenze dell’Isola.
Nuove crepe scuotono la solidità del centrodestra in Sicilia. Il coordinatore politico di Noi Moderati, Saverio Romano, ha espresso durissime critiche a seguito dell’esclusione della propria componente parlamentare dal vertice di maggioranza svoltosi oggi tra il presidente della Regione Renato Schifani, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e i capigruppo della coalizione. Una scelta definita da Romano come «politicamente infantile» e un tentativo deliberato di chiudere la bocca a chi chiede chiarezza sui giochi interni ai partiti.
L’accusa di Romano: «Logica da partito padronale»
Secondo Saverio Romano, Noi Moderati aveva sollecitato una riflessione seria sulle cause dello stallo dei lavori parlamentari all’Ars, agendo con spirito di lealtà e collaborazione. La risposta del vertice, basata sull’esclusione, è stata interpretata come la prova di una «logica del cerchio chiuso» e di una politica che antepone le poltrone alle emergenze reali dei cittadini siciliani. «Noi Moderati non è disposta a farsi silenziare da nessuno – ha rincarato il coordinatore – continueremo a dire ciò che pensiamo e a fare ciò che diciamo».
Il futuro della coalizione e l’appello ai siciliani
Il coordinatore politico ha avvertito che chi mette la testa sotto la sabbia rischia di trascinare verso il basso l’intera coalizione proprio nell’ultimo anno di legislatura. Romano ha posto il centrodestra siciliano davanti a un bivio: utilizzare il tempo rimasto per dare risposte concrete alla Sicilia oppure sprecarlo in polemiche, rimpasti e ripicche. «I siciliani non meritano ripicche. Meritano risposte», ha concluso Romano, ribadendo che la propria forza politica continuerà a denunciare quello che definisce un modello di «politica che si autoalimenta».
