Premio Sant’Agata 2026 Catania: vincitori, cerimonia e significato del Giubileo

Celebrati i testimoni del quotidiano nel cuore del Giubileo Agatino a Catania.

Non servono gesta clamorose per lasciare un segno indelebile nella comunità, ma la costanza di una vita spesa per il bene. È questo il messaggio potente emerso durante la seconda edizione del riconoscimento voluto da monsignor Luigi Renna. La cerimonia, svoltasi nel Salone dei Vescovi dell’Arcivescovado, ha incarnato perfettamente lo spirito dell’iniziativa: «Valorizzare persone che non hanno compiuto gesti eroici ed eclatanti agli occhi del mondo, ma che agli occhi di Dio camminano sulle orme di Sant’Agata».

L’evento si colloca in un momento storico particolare per la città, inserendosi nel Giubileo Agatino che celebra il nono centenario del ritorno delle reliquie da Costantinopoli (1126-2026). Una coincidenza temporale che rafforza il legame tra la Santa Patrona e quei cittadini che, oggi come allora, trasformano le difficoltà in speranza.

A selezionare i profili è stata una giuria presieduta da Maria Carmela Librizzi, già prefetto etneo, coadiuvata da figure di rilievo come Marisa Scavo, Vincenza Ciraldo, Giancarlo Russo, Vito Ferranti e padre Barbaro Scionti, con il supporto del segretario Sebastiano Gazzo. Il loro lavoro ha portato alla luce tre biografie esemplari.

Il tributo alla memoria è andato a Michele Gioele Torrisi, chimico ventitreenne scomparso prematuramente. Cresciuto nel Cammino Neocatecumenale, ha trasformato la sua battaglia contro la malattia in un faro di evangelizzazione, offrendo conforto agli altri degenti fino all’ultimo. Per la categoria della speranza, il riconoscimento è andato a Marika Zizzo: a soli 25 anni, porta sulle spalle il peso della tragica perdita della sorella Laura, vittima di femminicidio, e di un passato segnato dalla violenza. Oggi, come vicepresidente dell’associazione “Laura Vive in Me”, Marika è simbolo di una resilienza che non cede all’odio. Infine, per la carità, è stata premiata Maria Venera Pennisi, per tutti Susanna. Da oltre un decennio, la sessantottenne è colonna portante dell’Help Center della Caritas, dove serve gli ultimi con dedizione silenziosa.

La serata, condotta dal giornalista Salvo La Rosa, ha visto anche la presentazione del nuovo regolamento per le future edizioni, volto a garantire massima trasparenza dal 2027 in poi. A suggellare l’atmosfera, le note del Quintetto d’Archi Catanese diretto dal maestro Fabio Raciti e la voce del soprano Angela Curiale.