Noemi Impellizzeri Riposto: cellulare trovato nella casa dove è morta
A Riposto proseguono i rilievi del Ris di Messina nella casa dove è stata trovata morta Noemi Impellizzeri, il 23 agosto scorso.
Un telefono cellulare è stato trovato nell’abitazione di Noemi Impellizzeri a Riposto, nel Catanese, durante i rilievi tecnici disposti nella casa dove la donna, 33 anni, è stata ritrovata morta impiccata lo scorso 23 agosto. Il caso di Noemi Impellizzeri Riposto continua a essere al centro di accertamenti tecnici approfonditi, e il ritrovamento è emerso nel corso del sopralluogo condotto dal Ris di Messina nell’abitazione della vittima.
I rilievi del Ris nella casa di Riposto
I militari del Ris hanno lavorato per fasi. Prima i rilievi fotografici, poi l’ingresso della sezione biologi e infine i chimici, affiancati dai difensori delle parti. In questa fase sono stati raccolti tutti i reperti presenti nell’abitazione, tra cui il cellulare rinvenuto negli ambienti interni. Si tratta di un’attività tecnica particolarmente minuziosa, che prevede il coinvolgimento di più specialisti in sequenza, ciascuno chiamato a intervenire secondo competenze specifiche, proprio per garantire che ogni elemento utile alle indagini venga raccolto e documentato con precisione.
La casa: una stanza carbonizzata, la cucina annerita dal fumo
Dai rilievi è emerso che l’immobile appare carbonizzato nella prima stanza e, in particolare, nella camera al piano superiore. La cucina, dove è stato trovato il corpo senza vita di Noemi, non risulta invece toccata direttamente dalle fiamme, ma è annerita dai fumi. Questo dettaglio, insieme alla distribuzione dei danni all’interno dell’abitazione, rientra tra gli elementi che gli investigatori stanno valutando per ricostruire con esattezza la dinamica degli eventi.
Le operazioni, secondo quanto trapelato, sono complesse e stanno richiedendo tempi lunghi. I rilievi, dopo una pausa, dovrebbero riprendere a breve. La complessità del sopralluogo, che coinvolge diverse figure professionali e richiede l’analisi di numerosi reperti, rende plausibile che le attività tecniche proseguano ancora per diverso tempo prima di arrivare a un quadro complessivo.
Le parole della madre: «Voglio giustizia, non vendetta»
Nei giorni scorsi era intervenuta anche la madre della giovane, parlando con i giornalisti a Catania. «Voglio giustizia per mia figlia, non cerco vendetta ma solo giustizia. Noemi se lo merita», ha detto.
La donna ha poi respinto le ricostruzioni secondo cui la figlia sarebbe stata «abbandonata»: «Per il momento, fino a quando non si sapranno le cose è inutile puntare il dito contro le persone come ha fatto chi ha detto che mia figlia era abbandonata. Ma lo capiscono il dolore di una madre? Noemi non era abbandonata, aveva tutto, aveva una casa e non viveva tra i cartoni alla stazione».
Al momento non sono state formulate accuse nei confronti di alcuna persona. Le indagini sono ancora in corso e ogni ricostruzione resta al vaglio degli investigatori.
