Maturità, la traccia di Calabresi la più scelta: oggi la seconda prova

Il brano di Mario Calabresi sulla fatica in testa con il 23,2%. Polemica sull’assenza di scrittrici. Oggi latino e matematica.

«Ma che bello, che emozione!». Mario Calabresi commenta così, a tarda sera, i dati diffusi dal ministero: il brano tratto dal suo libro Alzarsi all’alba è la traccia più gettonata della prima prova della Maturità. Non un plebiscito, ma una vittoria di misura: il 23,2% degli studenti ha scelto di riflettere sulla fatica, intesa come «costanza, dedizione, passione, un carburante», spiega il giornalista e scrittore. «Ritrovarsi tra i temi ha chiuso un cerchio: il libro nacque da un dialogo con i maturandi». Intanto oggi si torna in aula per la seconda prova: latino al classico, matematica allo scientifico.

Le tracce più scelte

Subito dietro Calabresi, con il 20,7%, si è piazzato il sociologo ungherese Frank Furedi, figura discussa e vicina a Viktor Orbán, con il saggio I confini contano, un’esaltazione delle frontiere. Lo ha scelto anche Flora Tabanelli, campionessa di sci freestyle e bronzo olimpico a Milano-Cortina. La consegna, però, chiedeva di tracciare il confine tra giovani e adulti, contro la confusione degli «adultescenti», definiti dallo psicoterapeuta Alberto Pellai «adulti fragili, ancora fermi dentro al cantiere della costruzione della propria identità».

Bene anche il tema sull’arte di stupirsi (19%), tratto dall’articolo «Funziona a meraviglia» della giornalista tedesca Wenke Husmann, che a Repubblica si è detta «lusingata» dell’attenzione, invitando a «sperimentare ogni giorno lo stupore».

Da Saragat a Brancati

La quarta scelta di migliaia di ragazzi, e anche di Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, maturando a 70 anni, è caduta sul discorso di Giuseppe Saragat all’Assemblea costituente: libertà, giustizia sociale, democrazia. «Scelta magnifica», ha commentato la figlia 98enne Esterina: «Le sue parole furono importanti allora e lo sono oggi». A pari merito Vitaliano Brancati (12,7%), affrontato anche da Angelica Fiorello, figlia di Rosario, mentre il brano di Piero Bianucci dedicato allo scrivere per farsi capire si è fermato al 6,5%. Ultima la poesia di Cesare Pavese (5,3%), protagonista dell’analisi del testo.

La polemica sulle scrittrici assenti

Resta il nodo, ricorrente, dell’assenza di autrici: dal 1999 nessuna scrittrice, poetessa, filosofa o saggista è stata proposta nell’analisi del testo. «Sette tracce. Sei uomini. Una donna. Maturità: femminile singolare. Un po’ troppo», ha scritto lo scrittore e docente Enrico Galiano. «Belle le tracce di maschità», ha ironizzato Viola Ardone. «Non capisco perché dal ministero si continui a ignorare la grandezza del genio femminile», ha aggiunto Neria De Giovanni, presidente dell’Associazione internazionale critici letterari. Grazia Deledda, Alda Merini, Natalia Ginzburg e Sibilla Aleramo sono entrate alla Maturità, ma solo in prove straordinarie o suppletive.