Inaugurazione Anno Giudiziario a Catania: la relazione del Pg Zuccaro e le sfide del Pnrr
Carmelo Zuccaro
Luci e ombre sulla Giustizia a Catania: Zuccaro analizza le criticità del distretto.
È una fotografia complessa, definita «in chiaroscuro», quella che emerge nel giorno dell’inaugurazione dell’anno giudiziario a Catania. Al centro del dibattito, in una lunga intervista rilasciata oggi al quotidiano La Sicilia, vi è l’analisi del Procuratore Generale Carmelo Zuccaro. Il magistrato traccia un bilancio dell’anno appena concluso, evidenziando risultati investigativi brillanti ma anche paradossi strutturali che rischiano di ingolfare la macchina della giustizia etnea. Se da un lato è aumentata la produttività delle Procure, con un incremento di azioni penali e archiviazioni, dall’altro sono cresciute le pendenze. Il motivo, spiega Zuccaro, risiede in una strategia legata al Pnrr che ha dirottato le risorse amministrative quasi esclusivamente sulla magistratura giudicante per abbattere l’arretrato dei processi, lasciando sguarniti gli uffici inquirenti.
Una scelta che, secondo il Procuratore Generale, crea un cortocircuito evidente con la Riforma Cartabia, la quale impone tempi rigidi per la conclusione delle indagini preliminari. «Tale aumento avrebbe reso necessario un aumento del personale giudiziario e amministrativo», sottolinea Zuccaro sulle colonne del quotidiano locale, evidenziando come l’obiettivo di ridurre i procedimenti in fase di indagine sia stato di fatto escluso dalle priorità del Pnrr, creando un collo di bottiglia pericoloso.
Nonostante le difficoltà, la rotta per il futuro è tracciata su tre assi prioritari: lotta alla mafia e ai patrimoni illeciti, contrasto ai reati contro la Pubblica Amministrazione e tolleranza zero verso la violenza di genere. Zuccaro invoca una «rete di sinergie» con le istituzioni e la società civile, perché la sola repressione non basta.
Il Procuratore non si sottrae a un’analisi del clima politico e delle recenti bufere che hanno investito il Csm, richiamando tutti – togati e laici – all’autocritica: «Le collusioni che si sono registrate in passato al Csm hanno coinvolto togati e laici… il problema non lo si risolve certo con i sorteggi». Un monito che arriva proprio mentre si discute di riforme e referendum sulla Giustizia, con Zuccaro che mette in guardia dal rischio che la necessaria efficienza si paghi con la «perdita della legalità» o con la subalternità della magistratura alla politica.
