
Rimpasto di sottogoverno, giurano i cinque nuovi sottosegretari: Paolo Barelli ai Rapporti con il Parlamento e Giampiero Cannella alla Cultura. Mentre Fratelli d’Italia schiera il fedelissimo Alberto Balboni alla Giustizia, esplode lo scontro nella maggioranza sulla presidenza della Consob; Forza Italia alza la posta e blocca la nomina del leghista Federico Freni, chiedendo una compensazione con le Authority.
Il Consiglio dei ministri ha formalizzato la nomina di cinque nuovi sottosegretari, i quali hanno prestato giuramento a Palazzo Chigi nelle mani della premier. La partita del sottogoverno, tuttavia, non si chiude con la cerimonia nella Sala dei Galeoni, ma apre un fronte di tensione tra Forza Italia e Lega per il controllo delle grandi Authority nazionali. Se da un lato l’esecutivo si rafforza con nuove figure strategiche, dall’altro resta il nodo della Consob, dove il Carroccio spinge per la presidenza di Federico Freni, trovando però il fermo diniego degli azzurri.
La premier ha ridisegnato alcuni assetti ministeriali chiave, puntando su figure di comprovata fiducia politica e continuità istituzionale:
Nonostante il clima di unità ostentato da Antonio Tajani sui social, l’assenza di Matteo Salvini alla cerimonia ha sottolineato le frizioni interne. Il fulcro del contendere è la nomina del nuovo presidente della Consob: la Lega punta su Freni, definito “bravissimo” dal ministro Giancarlo Giorgetti, ma Forza Italia alza il prezzo. Gli azzurri sostengono che la presidenza di un’Authority non sia scambiabile con un semplice sottosegretariato e puntano a una delle due poltrone pesanti, legando il destino della Consob a quello dell’Antitrust (Agcm), la cui presidenza scadrà il prossimo 4 maggio. Tra le ipotesi sul tavolo spunta quella di dirottare Freni verso l’Antitrust, lasciando la vigilanza sulla Borsa all’attuale commissario Federico Cornelli, profilo più gradito a Forza Italia.