Pugno duro contro i parcheggiatori abusivi a Catania: denunciato un uomo con 26 chiavi nel borsello

Catania, offensiva della Questura contro la sosta selvaggia: nel mirino doppie file e marciapiedi occupati.

Operazione della Polizia tra via Beato Bernardo e via Santa Maria La Grande: 34 sanzioni e 6 rimozioni. Denunciato un parcheggiatore abusivo trovato con 26 chiavi di auto affidate dai clienti.

La lotta all’indisciplina stradale e al degrado urbano segna un nuovo punto a Catania. Questa mattina, la Polizia di Stato ha condotto un’operazione a tappeto in alcune delle zone più trafficate del centro cittadino, mirata a contrastare il fenomeno della sosta selvaggia. L’intervento, disposto dal Questore, nasce dalla necessità di ripristinare la legalità e garantire la sicurezza dei pedoni, in particolare degli anziani e delle persone con disabilità, spesso costretti a manovre pericolose a causa dei veicoli in sosta irregolare.

Il “blitz” ha interessato nello specifico via Beato Bernardo e via Santa Maria La Grande. Qui, gli agenti delle volanti e delle moto-volanti hanno riscontrato scenari di diffusa irregolarità: auto parcheggiate in doppia fila, su stalli riservati, in prossimità delle strisce pedonali e persino sui marciapiedi. Il coordinamento con il personale dell’AMTS ha permesso di elevare in pochi minuti 34 sanzioni amministrative per un valore complessivo di oltre 2.400 euro, mentre 6 autovetture sono state rimosse forzatamente tramite carroattrezzi.

Un dettaglio inquietante è emerso durante i controlli: i poliziotti hanno individuato un parcheggiatore abusivo recidivo, già sanzionato decine di volte in passato. L’uomo è stato trovato in possesso di un borsello contenente ben 26 chiavi di accensione di veicoli lasciati in doppia fila, a lui affidati in custodia dai proprietari. Per il soggetto è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria per la violazione del Dacur (il cosiddetto “Daspo Urbano”), provvedimento che gli vietava lo stazionamento in quelle aree.

Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.

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Redazione