
Sventato il “lancio” di cellulari al carcere di Piazza Lanza: la prontezza della Polizia Penitenziaria blocca il rifornimento per i detenuti. Nella notte tra sabato e domenica, una sentinella ha intercettato un pacco contenente smartphone e microtelefoni scagliato oltre il muro di cinta; nonostante l’intervento tempestivo delle Volanti della Polizia di Stato, i responsabili sono riusciti a dileguarsi, mentre i sindacati denunciano le condizioni critiche e la carenza di organico in cui operano gli agenti della struttura etnea.
Nuovo colpo alla criminalità organizzata che tenta di mantenere i contatti tra l’esterno e l’interno della casa circondariale di Piazza Lanza, nel pieno centro di Catania. Grazie alla professionalità di un agente della Polizia Penitenziaria in servizio di guardia lungo via Cesare Beccaria, è stato intercettato un involucro sospetto lanciato oltre l’alto muro di cinta decorato dai murales di Addiopizzo.
Il pacchetto, scagliato con l’ausilio dell’oscurità, è finito nell’area cosiddetta “intercinta”, lo spazio di sicurezza che separa le mura esterne dai cortili interni dell’istituto. La sorveglianza ha agito con rapidità:
L’episodio ha riacceso il dibattito sulle difficili condizioni lavorative all’interno del carcere catanese. Armando Algozzino, presidente nazionale della Uil Fp PolPen, ha lodato il “grande lavoro dei ragazzi” sottolineando come Piazza Lanza soffra di una grave carenza di organico. Sulla stessa linea Francesco Pennisi del Sappe, che definisce la situazione una “lotta impari” combattuta quotidianamente.
I sindacati hanno ribadito la necessità di interventi strutturali, ricordando che era già stata proposta l’installazione di una rete protettiva per impedire fisicamente il lancio di oggetti, proposta che però non ha mai ricevuto riscontri ufficiali dalle autorità competenti. Non è la prima volta che la Penitenziaria ottiene simili risultati: lo scorso settembre, oltre ai telefoni, era stato bloccato anche un tentativo di introdurre sostanze stupefacenti.