
L’Ars tenta il recupero sulla norma per il terzo mandato dei sindaci. Dopo la bocciatura a scrutinio segreto, il presidente Galvagno accelera per arrivare al voto entro il 10 marzo, sostenuto dalla sentenza della Consulta.
Il colpo di scena è maturato ieri pomeriggio. L’Assemblea Regionale Siciliana si appresta a rivotare la norma che introdurrebbe il terzo mandato per i primi cittadini dei Comuni con meno di 15mila abitanti, dopo la bocciatura avvenuta due settimane fa a seguito di un voto segreto. Il presidente del Parlamento siciliano, Gaetano Galvagno, discuterà la questione con i capigruppo nella giornata di oggi, avendo già ricevuto il via libera dal Governatore Renato Schifani. L’obiettivo dichiarato dall’ufficio di presidenza è portare il testo in aula entro il 10 marzo, lasciando poi alle forze politiche la piena autonomia decisionale sul merito del provvedimento.
Una spinta decisiva arriva dalla recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha sancito il diritto dei sindaci a concorrere per un terzo mandato, allineando di fatto la Sicilia al resto d’Italia. Galvagno ha già pronto un testo, eventualmente presentabile come proposta di iniziativa della Presidenza. Il capogruppo della Lega, Salvo Geraci, ha depositato un disegno di legge specifico: un documento snello, composto da soli tre articoli, che prevede la possibilità di eleggibilità senza limiti nei centri con meno di 5mila abitanti.
Monta la protesta degli oltre 60 primi cittadini siciliani che si trovano alla terza legislatura nei piccoli borghi o alla seconda nei comuni tra 5mila e 15mila residenti. Molti di loro attendono risposte per poter ricandidarsi alle prossime amministrative. La tensione è alta soprattutto tra i sindaci dei comuni di medie dimensioni, come Giosuè Maniaci, riconfermato a Terrasini nel 2021, il quale si dichiara pronto a presentarsi comunque alle urne, impugnando l’eventuale esclusione davanti al Tar in caso di bocciatura dell’istanza da parte della commissione elettorale. Angela De Luca, sindaca di Altofonte, esprime rammarico per il precedente stop alla riforma, evidenziando l’incoerenza di non aver tenuto conto della sentenza della Consulta già nota dallo scorso dicembre.
Il segretario dell’Anci Sicilia, Mario Emanuele Alvano, mantiene una linea fiduciosa. L’associazione ha presentato a Galvagno una bozza ad hoc, auspicando che l’Ars possa procedere rapidamente per segnare un sussulto di dignità istituzionale. Un intervento tempestivo eviterebbe un’ondata di incertezze e contenziosi amministrativi che rischierebbero di paralizzare l’attività di numerosi enti locali. Anche in provincia di Catania, sono diversi i comuni interessati dalla norma, pronti a monitorare con attenzione i lavori di Sala d’Ercole per definire il futuro assetto amministrativo dei propri borghi.
Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.