Regione, il punto politico: informativa Musumeci al Senato e trattative per il rimpasto di Giunta

Dallo scontro in Senato tra Musumeci e Calenda all’ultimatum della DC per il rimpasto: la Regione Siciliana tra emergenze idrogeologiche e tensioni di maggioranza.

Il Ministro: “Sicilia fragile, 9 comuni su 10 a rischio”. L’opposizione invoca lo scioglimento dell’Ars. Intanto i centristi avvertono Schifani: “Basta liste di buoni e cattivi”.

È una fase di altissima tensione per la politica siciliana, stretta tra l’emergenza del territorio e le scosse di assestamento all’interno della maggioranza di centrodestra. Il fronte più caldo si è aperto a Roma, nell’Aula del Senato, dove il Ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci ha tracciato un quadro drammatico della fragilità dell’Isola dopo il passaggio del ciclone Harry. I dati sono impietosi: «Nove comuni su 10 in Sicilia sono ad alto rischio frana», ha dichiarato l’ex governatore, difendendo l’operato del governo dalle accuse di inefficienza sulla gestione del disastro di Niscemi (1.606 sfollati). Musumeci ha parlato senza mezzi termini di «sciacallaggio» e di «sciacalli in giacca e cravatta» che speculano sulle tragedie.

Parole che hanno acceso la miccia della reazione politica. Carlo Calenda, leader di Azione, ha sferrato un attacco frontale non solo a Musumeci ma all’intera impalcatura istituzionale siciliana: «L’unica cosa che fate in quella Regione è spartirvi gli incarichi… non si deve dimettere solo lei, va sciolta l’Assemblea siciliana e mandato a casa il presidente della Regione». Uno scontro istituzionale che si consuma mentre la Procura di Gela avvia le indagini tecniche per disastro colposo.

Ma se a Roma tuona il maltempo, a Palermo non c’è il sereno. La Democrazia Cristiana ha alzato il livello dello scontro con il governatore Renato Schifani. I nuovi commissari del partito (Salvatore Cascio, Carmelo Sgroi e Fabio Meli) hanno lanciato un vero e proprio ultimatum: il rientro in Giunta è la condizione necessaria per evitare che le strade si dividano. «Se Schifani pensa che non siamo degni di stare al suo fianco, sceglieremo serenamente strade alternative», hanno avvertito i vertici scudocrociati, rifiutando la logica delle “liste dei buoni e dei cattivi” in vista dell’atteso rimpasto, attualmente congelato in attesa di chiarimenti da Fratelli d’Italia sulla posizione dell’assessore Amata.

In questo clima di incertezza, l’unica nota operativa arriva dal settore Pesca. L’assessore Luca Sammartino, in visita a Riposto, ha annunciato ristori a fondo perduto per le marinerie colpite dal ciclone e un piano con il Genio Civile per la riapertura del primo bacino portuale, tentando di dare risposte concrete a un comparto produttivo in ginocchio.

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Redazione