Province, sindaco ribelle e precari: Ingala svela l’agenda delle riforme

L’attuale sistema dei Liberi consorzi è «un fallimento operativo». Lo dice senza giri di parole Elisa Ingala, assessore regionale alle Autonomie Locali, in un’intervista rilasciata a BlogSicilia per la trasmissione Talk Sicilia. E annuncia che la riforma per il ritorno all’elezione diretta province Sicilia «è in fase di redazione per poter essere presentata in commissione». Un’agenda fitta, che tocca anche il caso del sindaco «ribelle» di Serradifalco, la riforma della dirigenza regionale e il riequilibrio degli stipendi degli ex precari.

Elezione diretta province Sicilia: il nodo della legge Delrio

Il quadro attuale, spiega Ingala, è insostenibile: i presidenti dei Liberi consorzi governano senza assessori e con consiglieri che non percepiscono alcun rimborso. Una struttura che, nei fatti, non funziona. La riforma per restituire ai cittadini il voto diretto è in preparazione, ma si scontra con un ostacolo non secondario: la legge Delrio, ancora vigente anche in Sicilia. Su questo punto, l’assessorato è «nella fase di studio».

Il sistema dei Liberi consorzi era stato introdotto proprio in attuazione della legge Delrio del 2014, che aveva trasformato le province italiane in enti di secondo livello, con organi eletti non più direttamente dai cittadini ma dai sindaci e dai consiglieri comunali del territorio. In Sicilia, la riforma aveva generato fin da subito forti resistenze, alimentate nel tempo dalla difficoltà concreta di garantire una governance efficace degli enti intermedi.

Il sindaco «ribelle» di Serradifalco

Altro capitolo, quello di Leonardo Burgio, sindaco di Serradifalco che ha ottenuto un terzo mandato nonostante il divieto previsto dalla legge regionale. L’assessorato non è rimasto a guardare. «Abbiamo inviato una diffida al sindaco, chiedendo le dimissioni entro 10 giorni», racconta Ingala, precisando che ora si stanno esaminando le controdeduzioni presentate dal primo cittadino.

La vicenda potrebbe arrivare davanti alla Corte costituzionale. Una prospettiva che Ingala non teme: «Ben venga anche la decisione del giudice, perché dobbiamo garantire la certezza del diritto». Il caso solleva una questione di principio rilevante: la tenuta delle norme regionali sui limiti di mandato per i sindaci dei piccoli comuni, un tema su cui la giurisprudenza non ha ancora fornito risposte definitive.

Riforma della dirigenza regionale, attesa da vent’anni

Sul fronte della dirigenza regionale, l’assessore si dice ottimista su una riforma che aspetta da quasi vent’anni. Il testo ha già superato l’esame in commissione. Prevede la soppressione della terza fascia dirigenziale e l’apertura di circa 200 concorsi nel biennio 2027-2028. Un segnale concreto di discontinuità rispetto a un sistema rimasto fermo per due decenni.

La soppressione della terza fascia punta a semplificare una struttura percepita come frammentata e poco efficiente. I concorsi previsti dovrebbero consentire un ricambio generazionale e professionale all’interno degli apparati regionali, in un contesto in cui molti ruoli dirigenziali sono stati coperti per anni attraverso incarichi fiduciari o proroghe.

Ex precari ed ex Lsu: parte il monitoraggio sui Comuni

Resta aperto il dossier sugli stipendi degli ex precari e degli ex Lsu stabilizzati nei comuni siciliani. Le differenze retributive tra un municipio e l’altro sono significative, legate alle diverse ore di stabilizzazione applicate caso per caso. Ingala annuncia l’avvio di un monitoraggio mirato a «ridurre la sperequazione tra i diversi municipi». Un primo passo verso un riequilibrio che i lavoratori interessati attendono da tempo.

Il fenomeno riguarda centinaia di lavoratori distribuiti in decine di comuni dell’isola. La difformità nelle ore riconosciute al momento della stabilizzazione ha prodotto nel tempo trattamenti economici molto diversi tra colleghi con mansioni analoghe, generando tensioni e contenziosi. Il monitoraggio annunciato dall’assessorato è il presupposto necessario per impostare qualsiasi intervento correttivo.

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Redazione