
Fulvio Martusciello - Marco Falcone
La pesca torna al centro del dibattito europeo, e Forza Italia sceglie di farlo sapere con chiarezza. Gli eurodeputati Fulvio Martusciello, capo delegazione azzurra a Bruxelles, e Marco Falcone, vice capo delegazione e membro della commissione Pesca, hanno manifestato pieno sostegno alla posizione assunta dal Comitato europeo delle Regioni: nessun taglio ai fondi destinati al comparto ittico nel prossimo bilancio dell’Unione europea. La presa di posizione è arrivata il 2 luglio dal Parlamento europeo.
«Accogliamo con soddisfazione la posizione espressa dal Comitato europeo delle Regioni, che si schiera al fianco del Parlamento europeo contro l’ipotesi di tagli ai finanziamenti destinati alla pesca nel prossimo bilancio dell’Unione. È una linea che come Forza Italia e Gruppo PPE sosteniamo con convinzione perché la pesca rappresenta un settore strategico sotto il profilo economico, produttivo e identitario per il Mediterraneo e per l’Europa».
La trattativa sul prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea non è una questione di palazzo: per migliaia di pescatori del Mediterraneo, le decisioni che si prenderanno a Bruxelles nei prossimi mesi significano lavoro o crisi. L’ipotesi di ridurre le risorse per il settore ha già provocato reazioni nelle istituzioni europee e nelle comunità costiere, dove spesso la pesca è l’unica economia possibile.
Il Comitato delle Regioni, organo consultivo che rappresenta gli enti locali e regionali d’Europa, ha deciso di allinearsi al Parlamento, costruendo un fronte comune che Martusciello e Falcone leggono come un segnale politico rilevante. Ora gli occhi sono puntati sul Consiglio dell’Unione europea, chiamato a pronunciarsi in modo definitivo sull’impianto del bilancio: secondo i due europarlamentari di FI-PPE, l’orientamento già espresso dalle altre istituzioni non può essere ignorato nelle trattative finali.
Nelle parole dei due eurodeputati c’è anche un impegno concreto per i mesi a venire. «Siamo a lavoro affinché le nostre marinerie non siano penalizzate da scelte che rischiano di indebolire un comparto fondamentale per l’economia costiera, la sicurezza alimentare e la coesione territoriale. Il Consiglio dovrà tenere conto del chiaro orientamento espresso dalle istituzioni europee e dai territori. Da parte nostra continueremo a dare voce ai pescatori italiani, difendendo risorse adeguate e politiche europee capaci di coniugare sostenibilità ambientale, competitività e tutela del lavoro».
Un discorso che riguarda in modo diretto la Sicilia, una delle regioni con la flotta peschereccia più consistente del Sud Italia, storicamente legata ai fondi europei per rinnovare le imbarcazioni, aggiornare la forza lavoro e rispettare le normative ambientali che diventano ogni anno più esigenti.
Per la Sicilia, la partita sul bilancio UE dedicato alla pesca non è una questione astratta. Porti come Mazara del Vallo, Porto Empedocle e Sciacca concentrano migliaia di lavoratori diretti e indiretti il cui futuro dipende anche da come l’Europa deciderà di trattare il settore nei prossimi anni. I fondi europei, secondo dati delle associazioni di categoria, hanno consentito negli ultimi cicli di programmazione di sostenere centinaia di imprese ittiche nell’isola.
Le tempistiche di Bruxelles indicano che il nuovo quadro finanziario pluriennale potrebbe essere approvato entro la fine del 2025. Le settimane che seguono diranno se il fronte compatto tra Parlamento e Regioni sarà abbastanza solido da condizionare le decisioni del Consiglio.