
Lo scudo crociato prepara il ritorno nell’esecutivo regionale. Dopo settimane di gelo seguite all’uscita forzata della delegazione democristiana, il confronto tra i vertici della DC e il governatore Renato Schifani segna un punto di svolta nelle relazioni interne alla maggioranza di centrodestra.
Al termine del faccia a faccia a Palermo tra i commissari Salvatore Cascio, Carmelo Sgroi, Fabio Meli, il capogruppo Carmelo Pace e il Presidente della Regione, la sensazione prevalente è quella di una «chiara apertura». Sebbene Cascio freni ufficialmente su numeri e nomi, l’obiettivo del partito è il ripristino delle condizioni precedenti: la restituzione di due poltrone in giunta.
L’identikit dei papabili assessori sembra restringersi alla componente parlamentare, privilegiando la formula degli “assessori-deputati”. In cima alla lista dei preferiti resta Ignazio Abbate, nonostante alcune pendenze giudiziarie relative al suo mandato di sindaco a Modica; accanto a lui, riprendono quota le possibilità di un ritorno per l’ex assessore Andrea Messina. Questa strategia finirebbe per escludere i profili extra-Ars, come la presidente del partito Laura Abbadessa e l’ex sindaco Giacomo Scala.
Il rimpasto effettivo, tuttavia, non avverrà prima di un mese. Schifani sembra intenzionato ad attendere l’evoluzione di altre vicende giudiziarie che coinvolgono esponenti della maggioranza prima di rimescolare le deleghe. Nel frattempo, la DC serra i ranghi: «Meritiamo rispetto politico e la nostra collocazione naturale è nel centrodestra», ha puntualizzato Cascio, annunciando una grande assemblea a Caltanissetta per riorganizzare il partito. Sullo sfondo, si registra anche un timido riavvicinamento dell’UDC di Decio Terrana, reinserito ufficialmente nelle comunicazioni di coalizione.