
De Luca - Galvango
L’avvicinamento di Cateno De Luca al centrodestra prende forma attraverso un’operazione parlamentare che coinvolge Francesco Gallo, Luca Sbardella e Manlio Messina. La componente di Sud chiama Nord annunciata alla Camera darebbe al movimento una sede più riconoscibile per le proprie iniziative e segnerebbe, nella lettura di Sbardella, il suo ingresso nella maggioranza nazionale.
I tre deputati partecipano al passaggio da posizioni diverse. Gallo rappresenta Sud chiama Nord a Montecitorio. Sbardella, commissario siciliano di Fratelli d’Italia, ha definito il proprio contributo un “prestito tecnico”, legandolo alla scelta politica di ampliare la coalizione. Manlio Messina, deputato del Misto dopo l’uscita da FdI, completa la formazione annunciata. Per lui viene prospettato anche un rientro in Fratelli d’Italia, che resta da confermare.
Il coinvolgimento di Messina nella componente e l’eventuale ritorno in FdI sono due passaggi distinti. Potrebbero però concorrere a un riassetto dei rapporti nel centrodestra siciliano. Saranno le scelte dei protagonisti a chiarire come si terranno insieme.
Per De Luca, l’intesa può offrire la possibilità di dare maggiore peso nazionale a un movimento costruito sul territorio. Per Fratelli d’Italia, può significare coinvolgere una forza capace di parlare a una parte dell’elettorato siciliano. È questa la convergenza che sembra spiegare l’avvicinamento. La sua utilità per l’isola dipenderà dagli impegni che ne nasceranno.
Il richiamo di Sbardella a Giuseppe Tatarella esprime l’ambizione di costruire una coalizione più ampia. Perché questa apertura duri, servirà un programma nel quale Sud chiama Nord possa riconoscere il proprio contributo e gli alleati possano trovare obiettivi comuni.
Il confronto ha avuto anche una dimensione regionale. Gaetano Galvagno aveva sostenuto pubblicamente l’apertura a De Luca e sembra aver contribuito a mantenere il dialogo con il centrodestra. Un ruolo di raccordo che aiuta a comprendere il percorso, senza attribuirgli l’intera regia di un’operazione nella quale intervengono più interlocutori.
Acqua, collegamenti e risorse per i Comuni possono offrire un terreno concreto di lavoro. Individuare alcune priorità e seguirle nelle sedi competenti darebbe sostanza all’accordo. Permetterebbe inoltre agli elettori di valutarlo attraverso interventi e risultati, oltre che attraverso la collocazione dei suoi protagonisti.
Le differenze politiche richiederanno mediazione, soprattutto quando si passerà dalle dichiarazioni alle decisioni. Il rapporto con la maggioranza può consentire di sostenere alcune richieste con maggiore continuità, ma comporta anche la responsabilità di spiegare i compromessi raggiunti e gli obiettivi rimasti aperti.
Resta da chiarire il rapporto fra l’avvicinamento nazionale e le future scelte regionali. A gennaio De Luca aveva escluso l’ingresso nella Giunta Schifani e legato un’eventuale alleanza con il centrodestra a un passaggio elettorale. Quelle dichiarazioni riguardavano la Regione. Il confronto avviato a Roma offre adesso l’occasione per spiegare come Sud chiama Nord intenda muoversi sui due livelli.
La componente annunciata può dunque essere l’inizio di una nuova fase. Gallo, Sbardella e Messina ne costituiscono il primo riferimento parlamentare; a De Luca e agli interlocutori del centrodestra spetta definirne la prospettiva politica. Rendere pubblici gli obiettivi condivisi aiuterebbe a costruire un rapporto più chiaro con gli elettori siciliani, chiamati a giudicare il valore di questa scelta.