
Il coordinatore di Noi Moderati lancia l’appello: superare i frazionamenti per dare voce all’Italia che non vota e arginare le derive radicali.
Romano spinge sull’acceleratore del Centro: “Unirsi per battere gli estremismi e recuperare chi si è rifugiato nell’astensione”.
In una fase politica segnata da scossoni e riposizionamenti, Saverio Romano traccia una linea netta. Il coordinatore politico di Noi Moderati chiama a raccolta le forze centriste, sottolineando l’urgenza di un consolidamento che superi le attuali sigle partitiche. L’obiettivo non è solo tattico, ma strutturale: accelerare il rafforzamento dell’area moderata è l’unica risposta efficace a quelle «spinte estreme» che rischiano di minare la stabilità del Paese e la credibilità delle istituzioni.
Per Romano, i valori del popolarismo e della cultura liberale devono diventare il cemento di una nuova proposta politica. «L’aggregazione di queste forze è indispensabile per dare maggiore consistenza a una proposta che deve necessariamente uscire dalla marginalità causata dal frazionamento», ha dichiarato l’esponente di NM. La diagnosi è chiara: la dispersione delle sigle ha spesso relegato il centro a un ruolo gregario, impedendogli di esercitare un peso proporzionale alla sua reale influenza sociale.
L’analisi tocca anche gli equilibri della coalizione di governo. L’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega e dal perimetro del centrodestra viene letta da Romano come un’opportunità strategica. Si libera uno spazio vitale che affida a moderati, popolari e riformisti una missione precisa: intercettare il «partito degli astenuti». Quella vasta fetta di elettorato, stanca dei toni accesi e della radicalizzazione, attende risposte concrete. «Occorrono politiche chiare e coerenti in grado di garantire servizi, diritti, opportunità e crescita economica», conclude Romano, ribadendo che solo un centro unito può tornare a essere il motore di uno sviluppo equilibrato.