Caos nel centrodestra siciliano: Schifani tira dritto, Lombardo diserta il vertice e i ballottaggi si corrono da soli

Il presidente Renato Schifani allontana l’ipotesi del voto anticipato, mentre nel centrodestra esplodono le tensioni tra mancati vertici e ballottaggi senza alleanze. Da Agrigento a Bronte e Ispica, i candidati scelgono la corsa solitaria in uno scenario politico regionale sempre più frammentato.

Il clima politico siciliano resta rovente all’indomani del primo turno delle elezioni amministrative. Le divisioni interne alla maggioranza continuano a pesare, ma il presidente della Regione tira dritto e respinge al mittente le voci di una chiusura anticipata della legislatura. Ai microfoni della Tgr, Renato Schifani è stato categorico: «per quale motivo si dovrebbe votare prima. Le mie dimissioni non sono all’ordine del giorno perché sto lavorando e i risultati si vedono. Per non dire che la mozione di sfiducia presentata nei miei confronti lo scorso dicembre si è conclusa con un misero 21 a 46. Vado avanti come un treno. Lavorare bene – ha aggiunto – può suscitare da un lato qualche mal di pancia e dall’altro dare fastidio a qualcuno, visto che sto cercando, e ci riuscirò, di realizzare i termovalorizzatori».

Lombardo diserta il vertice

A turbare gli equilibri ci pensano i malumori degli alleati. Raffaele Lombardo gela il commissario di Forza Italia Nino Minardo sull’ipotesi di un confronto di coalizione: «Non mi risulta che sia stato convocato – taglia corto – e non credo che ci andrò. Se serve per parlarci addosso e non concludere nulla, non ha senso vedersi». Il leader autonomista punta il dito contro le logiche di disturbo, con un chiaro riferimento alla situazione agrigentina: «C’è qualcuno che gioca a sfasciare la coalizione, non possiamo restare ad aspettare la notte delle stelle cadenti il 10 agosto».

A cavalcare l’onda della crisi interviene Cateno De Luca, pronto a sfidare nuovamente la tenuta del governo regionale: «Noi continuiamo a lavorare affinché questo governo venga mandato a casa. Schifani ha descritto perfettamente la condizione del suo governo quando ha dichiarato di andare avanti “come un treno”. In effetti, la lentezza dei treni in Sicilia è tristemente nota».

Ballottaggi: corsa in solitaria ad Agrigento, Bronte e Ispica

L’attenzione si sposta sul secondo turno elettorale, caratterizzato da una diffusa chiusura verso gli apparentamenti formali. Ad Agrigento, Ismaele La Vardera blinda il percorso di Michele Sodano: «Noi non faremo accordi con nessuno se non con i cittadini liberi delle comunità che ci hanno dato una forza pazzesca. I risultati ci dicono che Controcorrente è la locomotiva del campo alternativo a Renato Schifani. Abbiamo fatto la storia». Dal canto suo, la coalizione di Dino Alonge affronta le scorie del voto disgiunto, con la Lega di Luigi Gentile che si sfila definitivamente: «Non abbiamo mai condiviso la scelta di una candidatura a sindaco di stampo “padronale”, decisa unilateralmente da qualcuno senza un reale confronto politico con tutte le forze della coalizione. Non faremo alcuna alleanza politica, né apparentamenti. Non siamo legati alle poltrone e non intendiamo barattare la nostra coerenza per accordi di convenienza».

Scenario identico a Bronte, dove Giuseppe Castiglione e Giuseppe Gullotta scelgono di non stringere patti con le liste escluse al primo turno, concentrandosi sul dialogo diretto con i cittadini. Stessa dinamica a Ispica: i contendenti Serafino Arena e Pierenzo Muraglie corrono senza alleanze ufficiali. Nel frattempo, i partiti cercano di riposizionarsi, con il Partito Democratico locale che sembra orientato a sostenere la corsa di Arena in chiave anti-destra.

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Redazione