Bagarre all’ARS: i franchi tiratori affossano la riforma degli Enti Locali, centrodestra nel caos

Caos all’ARS: il centrodestra inciampa sul voto segreto e la riforma degli Enti Locali finisce nel congelatore.

Harakiri della maggioranza sull’articolo 10: un solo voto favorevole tra i banchi del governo. De Luca (M5S): “Governo a brandelli, non hanno più i numeri”.

L’Assemblea Regionale Siciliana si trasforma nel teatro di un clamoroso harakiri politico. Nel tardo pomeriggio di oggi, il ddl sugli Enti Locali — che avrebbe dovuto ridisegnare le regole per i comuni siciliani in vista delle amministrative di primavera — ha subito una battuta d’arresto che sa di crisi profonda. Il cuore dello scontro è stato l’articolo 10, riguardante la digitalizzazione degli archivi degli uffici tecnici comunali, letteralmente polverizzato dal voto segreto.

Il tabellone di Sala d’Ercole ha restituito un verdetto impietoso: 33 voti contrari e un solo voto favorevole. L’unica a sostenere la norma è stata la vicepresidente Luisa Lantieri (Forza Italia), che nel silenzio attonito dell’aula ha chiesto ironicamente: «Ma solo io ho votato verde?». L’azione dei franchi tiratori all’interno del centrodestra è stata chirurgica, colpendo per tre volte consecutive gli emendamenti soppressivi prima di affossare l’intero articolo, mettendo a nudo crepe insanabili nella coalizione di governo.

La sonora bocciatura ha fatto saltare l’accordo raggiunto in capigruppo per l’approvazione definitiva del testo entro stasera, termine necessario per applicare le nuove norme alla prossima tornata elettorale. Durissimo il commento di Antonio De Luca, capogruppo del M5S: «La maggioranza è a brandelli e ha preferito battere in ritirata per paura di altre bocciature. Questo governo non ha più i numeri, l’unica cosa che resta da fare è andare a casa». La seduta è stata chiusa d’urgenza e rinviata a martedì 17 febbraio, lasciando di fatto al palo la riforma a poche ore dalla scadenza tecnica.

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Redazione