
Il presidente di un Libero consorzio passerebbe da 2.200 a 11.000 euro di indennità di funzione. È l’effetto dell’emendamento sulle indennità dei Liberi consorzi approvato dalla commissione Bilancio dell’Ars, che ora attende il passaggio in aula.
La proposta porta la firma del capogruppo di Fratelli d’Italia, Giorgio Assenza, che questa volta non ha cercato intese preventive. Ha rimesso sul tavolo il testo che alza i compensi di presidenti e consiglieri delle ex province e ha incassato il voto della maggioranza dei componenti della commissione, spaccando anche l’opposizione.
Il testo recepisce quanto già in vigore nel resto del Paese. Aumenta i rimborsi per le spese di viaggio, disciplina assenze e permessi retribuiti dei presidenti delle ex province ed equipara i loro compensi a quelli dei sindaci dei comuni capoluogo. Materia divisiva, che nel corso della legislatura aveva già diviso l’Ars fino a far naufragare la norma più di una volta.
Il via libera è arrivato tra le proteste dei gruppi che hanno votato no. Per i pentastellati Nuccio Di Paola, Roberta Schillaci e Angelo Cambiano, «mentre la Sicilia affoga, la maggioranza aumenta i costi della politica». Da Controcorrente, i deputati Ismaele La Vardera, José Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro parlano di «emendamento vergognoso» e aggiungono: «Siamo all’ennesima follia del governo Schifani».
Dentro il Partito democratico lo scontro si è consumato in commissione, con Antonello Cracolici favorevole alla norma di recepimento e Nello Dipasquale contrario. La discussione sarebbe poi proseguita anche in gruppo. In serata il capogruppo Michele Catanzaro si è detto «contrario ad aumenti del genere».
La commissione ha approvato anche un secondo emendamento, che destina 2 milioni di euro, un milione per ciascun ente, per «sostenere gli eventi e le manifestazioni per celebrare il 100° anniversario dell’istituzione delle Province di Ragusa ed Enna». L’esame delle proposte parlamentari riprende lunedì.