ARS, blocco assunzioni nelle partecipate: la maggioranza Schifani va sotto

L’ARS approva il blocco delle assunzioni nelle società partecipate della Regione Siciliana, ma la maggioranza di Renato Schifani esce dalla seduta in pezzi. Il voto arriva dopo una giornata ad altissima tensione: FdI contro la norma, l’MPA vota con l’opposizione, il banco del governo semivuoto. Approvati anche i 30 milioni contro il caro carburante e la norma sull’incompatibilità tra incarichi nelle ASP e ruoli politici.

Il blocco delle assunzioni nelle partecipate passa, ma con eccezioni: restano fuori il personale sanitario, i concorsi già avviati, gli aumenti di ore per il personale part time già assunto e la deroga per i teatri pubblici che devono reclutare personale per la prossima stagione. Tutto il resto dovrà attendere la fine del 2027, ovvero dell’anno elettorale. La norma è stata proposta da Antonello Cracolici. A opporsi sono stati i deputati di FdI e una parte dei berlusconiani, mentre il capogruppo degli autonomisti Roberto Di Mauro ha dichiarato il voto favorevole chiedendo che non si ricorresse al voto segreto: «Nessuno in questo parlamento si sente tranquillo su quello che sta succedendo nelle partecipate».

La maggioranza si spacca

La giornata aveva già mostrato crepe evidenti: il governo è andato sotto sui primi articoli del disegno di legge in discussione, uno stralcio alla finanziaria sulle norme in materia di personale. Bocciato il primo articolo, che tra le altre cose avrebbe aumentato le indennità dei presidenti delle ex Province. Il capogruppo meloniano Giorgio Assenza ha presentato un subemendamento per ottenere la deroga al blocco per l’Arpa, a corto di personale, ma ha trovato il muro delle opposizioni. Ha quindi ritirato la proposta e ha sfogato la sua frustrazione in aula: «Le opposizioni non fanno altro che approfittare della nostra debolezza. O noi maggioranza riacquistiamo la dignità di guidare alla grande quest’Isola o ce ne andiamo a casa». Con una frecciata agli alleati: «Quando si ricompone un governo non è che il problema è risolto. E qualche partito di questa maggioranza lo ha dimostrato pienamente anche in questa sede».

Le opposizioni e gli altri provvedimenti approvati

Per il capogruppo M5S Antonio De Luca la norma approvata «non è motivo d’orgoglio, ma di rassegnazione. È voler mettere un freno davanti a una mancanza di etica disarmante». Il capogruppo del PD Michele Catanzaro ha parlato di segnale necessario «ai giovani che gettano la spugna e vanno via da questa terra». Tra gli emendamenti aggiuntivi approvati, i 30 milioni contro il caro carburante voluti dal governo Schifani: 15 milioni all’autotrasporto, 10 all’agricoltura e 5 alla pesca. Stanziati anche 2,45 milioni per mantenere gratuiti i trasporti pubblici extraurbani per i militari in servizio. Approvato infine l’articolo che sancisce l’incompatibilità degli incarichi nelle Aziende Sanitarie Provinciali con ruoli politici.

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Redazione