
Si lavora alla data del 17 maggio per le Amministrative in 65 Comuni. A Enna il Pd gioca la carta del “ritorno” dell’ex senatore, mentre Miccichè avverte gli alleati a Marsala.
Elezioni in Sicilia, lo scenario ribaltato: centrodestra nel caos delle divisioni, il centrosinistra si compatta e rispolvera Mirello Crisafulli.
Mentre nelle segreterie di partito circola con insistenza la data del 17 maggio per le elezioni amministrative che chiameranno alle urne oltre 700mila siciliani in 65 Comuni, lo scacchiere politico isolano mostra un’inedita inversione di tendenza. Il centrodestra, solitamente monolitico, appare frammentato e percorso da tensioni interne, mentre il centrosinistra tenta la carta dell’unità rispolverando figure storiche per approfittare delle spaccature avversarie.
Il caso più emblematico è quello di Enna. Qui il Pd e gli alleati sembrano aver trovato la quadra sul grande ritorno di Mirello Crisafulli, ex assessore regionale e padre storico della sinistra ennese, pronto a scendere nuovamente in campo dopo un paio di legislature di “distanza”. Sul fronte opposto, invece, è scontro aperto tra la vicepresidente dell’Ars, la forzista Luisa Lantieri (che spinge per Paolo Gargaglione), e l’ala di Fratelli d’Italia e Grande Sicilia guidata da Paolo Colianni, che sonda altri nomi.
Tensione altissima anche a Marsala, dove Gianfranco Miccichè, co-fondatore di Grande Sicilia con Raffaele Lombardo, ha lanciato un avvertimento chiaro agli alleati: «Il centrodestra riconosca il valore politico di tutti… le fughe in avanti sono un grave errore». Il riferimento è alla spaccatura in Forza Italia: l’ala vicina a Toni Scilla e FdI punta sul civico Nicola Fici, mentre i fedelissimi di Stefano Pellegrino preferiscono il presidente del consiglio uscente Enzo Sturiano. Il tutto mentre il centrosinistra si compatta velocemente su Andreana Patti.
Situazione di caos totale ad Agrigento, dove entrambi i poli sono spaccati. Nel centrodestra, complice il crollo della Dc di Cuffaro, si rischia il “tutti contro tutti” al primo turno (una sorta di primarie di fatto). Nel centrosinistra, “Controcorrente” si sfila, mentre si fa strada l’ipotesi dell’ex grillino Michele Sodano, che però non convince il Pd. Infine, l’incognita Messina: se la prossima settimana il sindaco Basile si dimetterà come previsto, la città dello Stretto diventerà il campo di battaglia principale, con Fratelli d’Italia già al lavoro per serrare le fila della coalizione.