Niente candidatura al Csm e niente poltrona da Garante della privacy. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, smentisce sui social le voci circolate nelle ultime ore sul suo conto, parlando apertamente di «fakenews».
«Depositate le candidature ufficiali al Csm, la mia non c’è. Chiusa una fantasia, eccone pronta un’altra: Schifani Garante della privacy. Anche questa è una fakenews», scrive il governatore.
Il presidente della Regione non si limita a smentire, ma rilancia con una battuta sulle indiscrezioni che lo riguardano. «Aspetto con curiosità la prossima puntata: presidente degli Stati Uniti? C’è chi si diverte a diffondere menzogne, ma le bugie hanno le gambe corte», scrive. Poi ribadisce i suoi programmi: «Intendo completare il mio mandato e portare la Sicilia al voto a novembre del prossimo anno, rispettando l’impegno assunto con i siciliani».
Le parole di Schifani non restano senza risposta. Il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, interviene definendo «non consone a un’istituzione» le dichiarazioni del governatore. «La solitudine nella quale si è arroccato il presidente Schifani lo sta portando a rilasciare dichiarazioni palesemente non consone a un’istituzione», dice.
De Luca avanza anche un’ipotesi sul motivo dello sfogo di Schifani. «Non so se Schifani si lasci andare a certe dichiarazioni perché gli è stata notificata l’esclusione della sua candidatura al Csm o se le utilizzi per minacciare dimissioni e ottenere altri posizionamenti. In ogni caso, è una bagarre interna al centrodestra siciliano che non mi riguarda», aggiunge.
Il leader di Sud chiama Nord corregge anche la data indicata da Schifani per il voto regionale. «Ricordo a Schifani che si può andare anticipatamente al voto con le dimissioni contestuali di 36 deputati all’Ars. La naturale scadenza della legislatura è prevista per settembre e non a novembre come scrive lui», spiega. E aggiunge che, qualora il presidente volesse davvero arrivare alla scadenza naturale, lui ne sarebbe «felice»: «Ci confronteremo in Sicilia ad armi pari, senza la spinta trainante delle liste nazionali».
De Luca chiude con un giudizio sul modo in cui, a suo dire, la Sicilia viene usata nelle dinamiche politiche nazionali. «È semplicemente ripugnante constatare come, per l’ennesima volta, la nostra terra venga trattata come una pura merce di scambio per le carriere e i destini personali di qualche politico romano o palermitano», dice. E rivendica la propria scelta di campo: «Da parte mia, ho già rinunciato da tempo a qualsiasi ipotesi di ruoli o paracadute nazionali, il mio unico desiderio è servire la mia terra. Io ho un obiettivo chiaro: svolgere il ruolo di Sindaco di Sicilia».