
Nuovo rinvio nell’udienza preliminare del procedimento “Galvagno bis” a Palermo. Mentre il presidente dell’Ars affronterà il rito immediato a maggio, per i coimputati resta il nodo delle captazioni effettuate dalla Guardia di Finanza.
Il Gup del Tribunale di Palermo, Giuseppa Zampino, ha fissato al prossimo 4 marzo la nuova udienza del procedimento “Galvagno bis”. Il troncone principale vede coinvolto il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, il quale, insieme al suo autista Roberto Marino, ha scelto la strada del rito immediato: per loro il processo inizierà il prossimo 4 maggio. Per gli altri quattro imputati — tra cui l’ex portavoce del politico, Sabrina De Capitani, e gli imprenditori Marcella Cannariato e Alessandro Alessi — prosegue invece la fase dell’udienza preliminare.
Al centro del dibattito odierno, le eccezioni sollevate dai legali Vincenzo Lo Re, Fabio Ferrara e Marianna Montagliani. Gli avvocati hanno chiesto l’inutilizzabilità delle intercettazioni, sostenendo che le captazioni siano state effettuate nell’ambito di un fascicolo diverso, ovvero quello relativo alle presunte “spese pazze” per la missione della Regione al Festival di Cannes 2023. Iniziativa, quest’ultima, che era stata poi archiviata, ma le cui risultanze sono state utilizzate dai pm Andrea Fusco e Felice De Benedittis per ipotizzare i presunti accordi illeciti oggetto del presente processo.
Secondo l’ipotesi investigativa, i reati contestati a vario titolo spaziano dalla corruzione al falso, fino alla truffa e al peculato. Quest’ultima accusa riguarda in particolare l’utilizzo dell’auto blu di servizio. In aula era presente anche un rappresentante dell’Avvocatura dello Stato: la Regione Siciliana si è infatti costituita parte civile nel procedimento, ritenendosi parte lesa dalle condotte contestate. I magistrati della Procura hanno chiesto un termine per replicare alle eccezioni della difesa prima della decisione del giudice.
Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.