La visita pastorale di Papa Leone XIV a Lampedusa

Lampedusa, 4 luglio 2026. Papa Leone XIV arriva sull’isola alle 9, partendo da Ciampino alle 7.45. Tre ore scarse di visita, cariche di significato religioso e politico insieme. Sono attese circa 10mila persone.

Il filo con Papa Francesco e il senso del viaggio

La visita richiama esplicitamente quella di Papa Francesco nel luglio 2013, quando Lampedusa diventò il simbolo mondiale dell’accoglienza nel Mediterraneo. A tracciare il collegamento è l’arcivescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano, che ha incontrato la stampa alla vigilia.

«C’è un filo conduttore che lega questa visita a quella di Papa Francesco. L’attenzione al popolo in cammino, ai migranti. Quegli uomini e quelle donne che lasciano tutto per un futuro migliore», ha detto Damiano. Ma l’arcivescovo ha tenuto a precisare un punto: ridurre tutto alla parola “migranti” rischia di trasformare persone reali in una categoria astratta, una massa senza volto. Ognuno ha una storia, dei legami affettivi, dei sentimenti. Bisogna guardarli negli occhi, dice, prima di catalogarli.

«L’accoglienza non è solo salvare fisicamente, ma riconoscere e salvaguardare la dignità di ogni persona salvata. Questa visita è una visita profetica, non nel senso di chi prevede il futuro, ma di chi legge il presente con gli occhi di Dio. Tutto questo dicono queste visite in tempi diversi, con lo stesso obiettivo: la dignità umana va sempre salvaguardata, chi sta morendo in mare va sempre salvato».

Il programma: dal cimitero di Cala Pisana al Molo Favaloro

Dopo l’atterraggio, il Pontefice sarà accolto dall’arcivescovo Damiano, dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, dal presidente della Regione Renato Schifani, dal prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo, dal sindaco Filippo Mannino e dal presidente del Libero consorzio Giuseppe Pendolino.

Il percorso toccherà tre luoghi precisi. Prima il cimitero di Cala Pisana, per un momento di preghiera personale: Damiano lo immagina come «una carezza a quegli uomini, donne e bambini che sono stati accolti in questo cimitero e lì riposano». Poi la Porta d’Europa. Infine il Molo Favaloro, che in questa occasione sarà ufficialmente intitolato a Papa Francesco.

Prima della messa, il Papa incontrerà una ventina di migranti ospitati nell’hotspot di Contrada Imbriacola. La struttura accoglie attualmente circa un centinaio di persone. I flussi sono calati rispetto ai picchi emergenziali degli anni scorsi: la Croce Rossa Italiana, che gestisce la struttura dal 2023, ha assistito fino ad oggi oltre 184mila persone, di cui circa 8mila nel solo anno in corso.

La messa al campo sportivo alle 10.30

Il momento centrale della giornata è fissato per le 10.30: la celebrazione eucaristica al campo sportivo, dove è già allestito il palco. Gli spazi per fedeli, autorità e servizi di sicurezza sono pronti. Gli operai stavano ancora lavorando ieri sera al posizionamento delle ultime transenne lungo il percorso dell’auto papale.

Zona rossa e 300 operatori della Protezione civile

Per garantire l’ordine pubblico, dalle 8 alle 14 scatterà una zona rossa che taglierà il collegamento tra la zona Guitgia-Porto Nuovo e la zona Cameroni-centro: nessun accesso, nemmeno a piedi. Il dispositivo della Protezione civile regionale prevede due colonne mobili, circa 300 operatori e 76 mezzi.

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Redazione