Corruzione in Regione Siciliana, arresti domiciliari per Armao

La gip del tribunale di Palermo, Giuseppa Zampino, ha disposto gli arresti domiciliari per l’ex vicepresidente della Regione Siciliana Gaetano Armao, per l’avvocato Pierluigi Matta e per l’imprenditore Luigi Zancla, 83 anni. I tre sono indagati dalla Procura di Palermo per corruzione, nell’ambito di un’inchiesta su quello che gli investigatori definiscono un vasto giro di tangenti.

La decisione della giudice è arrivata a 24 giorni dall’interrogatorio preventivo di Armao, avvocato amministrativista ed ex assessore regionale al Bilancio, già presidente della Commissione tecnica-specialistica (Cts) della Regione. I magistrati palermitani avevano chiesto per lui la custodia in carcere.

L’ipotesi di un sistema di mazzette legato alla Cts

Secondo l’ipotesi accusatoria, dietro il rilascio dei pareri positivi della Cts sui progetti sottoposti all’organismo regionale si celava un sistema di pagamenti illeciti. Armao è stato presidente della commissione fino ai primi di agosto, quando si è dimesso dall’incarico.

Le altre richieste respinte

La gip Zampino ha respinto invece la richiesta di custodia cautelare ai domiciliari per il deputato regionale del Mpa Giuseppe Geremia Lombardo, e per gli imprenditori Mario Lupo, 64 anni, e Sergio Vella, 57 anni. Respinta anche la richiesta nei confronti dei manager Giuseppe Argirò, 57 anni, e Marco Gentile Malacarne, 47 anni. La giudice ha infine respinto la richiesta di obbligo di dimora per la manager Benedetta Costanzo, 54 anni.

Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione, gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva e che le ricostruzioni riportate corrispondono all’ipotesi accusatoria.

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Redazione