
Renato Schifani
Scatta il piano Schifani per l’occupazione in Sicilia: al via i primi 150 milioni di euro per favorire le assunzioni a tempo indeterminato. Secondo le stime dell’assessorato all’Economia guidato da Alessandro Dagnino, gli incentivi a fondo perduto potrebbero generare fino a 81 mila nuovi contratti stabili nel solo 2026, con una proiezione che supera le 240 mila unità entro il 2028; la misura, gestita tramite la piattaforma Irfis, prevede contributi sul costo del lavoro fino al 15% per le imprese che investono in welfare, sicurezza o riduzione dell’orario settimanale.
Prende ufficialmente il via la strategia della Regione Siciliana per contrastare il precariato e rafforzare il sistema produttivo dell’Isola. Da oggi è attiva la piattaforma informatica dell’Irfis per l’accesso ai primi 150 milioni di euro (su un totale di 450 milioni per il triennio) destinati alle aziende che scelgono di assumere a tempo indeterminato o di trasformare i contratti a termine esistenti.
Le proiezioni tecniche allegate alla legge di Stabilità regionale delineano una platea potenzialmente vastissima. L’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino, ha illustrato un piano che mira a stabilizzare:
L’intervento prevede un contributo a fondo perduto parametrato al costo del lavoro sostenuto nei 36 mesi successivi all’assunzione. La misura base del 10% può aumentare fino al 15% qualora le imprese adottino comportamenti virtuosi o strategie di sviluppo specifiche:
Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha definito l’iniziativa come «un intervento economico significativo, inserito in una strategia di sviluppo volta a rafforzare in modo strutturale il sistema produttivo». Mentre la prima tranche di fondi è già operativa, il prossimo 21 maggio l’Irfis aprirà un secondo avviso da 50 milioni annui dedicato specificamente alle assunzioni nelle aziende che realizzano nuovi investimenti. Restano esclusi dall’agevolazione il lavoro domestico, l’apprendistato e il settore agricolo (fatta eccezione per le imprese agroindustriali), mentre è piena l’apertura a tutte le altre attività private e alle partite Iva con unità produttiva in Sicilia.