
Il Sindacato Italiano Balneari (Sib) accoglie con favore le nuove procedure regionali semplificate per il ripristino delle strutture devastate dal ciclone Harry. Tuttavia, gli imprenditori sollecitano il Governo Schifani per una rimodulazione urgente delle concessioni, ritenuta necessaria per garantire la continuità aziendale e ammortizzare gli investimenti della ricostruzione.
Il comparto balneare siciliano tira un sospiro di sollievo dopo la pubblicazione della circolare congiunta dei dipartimenti regionali dell’Ambiente, dei Beni Culturali e Tecnico. Il provvedimento, firmato dall’assessore Giusi Savarino, introduce iter burocratici straordinari e snelli per permettere ai titolari di stabilimenti di ricostruire celermente i manufatti danneggiati dalle mareggiate del ciclone Harry. Un intervento che, unito al recente decreto legge nazionale, definisce un quadro operativo più funzionale per la gestione delle emergenze demaniali.
Nonostante l’apprezzamento per l’impegno del Governo Schifani, il sindacato Sib Fipe Confcommercio pone l’accento sulla paradossale situazione vissuta dagli operatori. «Molti imprenditori sono chiamati a sostenere investimenti significativi per ricostruire le strutture pur avendo di fronte un orizzonte temporale estremamente breve a causa della scadenza delle concessioni legata alla direttiva Bolkestein», ha spiegato il presidente regionale Ignazio Ragusa. Il rischio concreto è che la mancanza di stabilità temporale blocchi la programmazione turistica e metta a repentaglio la sopravvivenza di un sistema che è pilastro dell’offerta siciliana nel mondo.
Secondo il Sib, la sfida per il rilancio del settore non può concludersi con la sola semplificazione edilizia. Il sindacato chiede una rimodulazione del periodo concessorio che permetta agli imprenditori di operare con serenità e di spalmare i costi della ricostruzione su un arco pluriennale. Garantire stabilità al patrimonio balneare nazionale significa, per gli operatori, proteggere la competitività dell’Isola come meta turistica d’eccellenza, evitando che l’incertezza normativa vanifichi gli sforzi compiuti per rialzarsi dopo l’apocalisse di gennaio.