Caltanissetta, indagine sulla gestione del Cefpas: la Procura emette otto avvisi a comparire

Nuova bufera giudiziaria sulla sanità e sulla formazione in Sicilia. I magistrati della Procura di Caltanissetta indagano su presunte irregolarità e favoritismi nella gestione del Cefpas, disponendo perquisizioni nella sede dell’ente e notificando otto avvisi a comparire, che colpiscono anche un deputato regionale e alti dirigenti sanitari.

I fari della magistratura nissena si accendono in modo definitivo su uno degli enti strumentali più rilevanti della Regione Siciliana. Dalle prime ore della mattinata, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Caltanissetta, supportati dal personale dello Sco di Roma e dalle questure di Palermo e Agrigento, stanno eseguendo una serie di perquisizioni mirate all’interno della sede del Cefpas, il Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario. L’attività si inserisce nell’ambito di un’articolata inchiesta che ipotizza l’esistenza di presunte irregolarità, condotte clientelari e favoritismi nella conduzione dell’organismo pubblico, vicende sulle quali ha avviato opportuni approfondimenti ispettivi anche la Commissione regionale Antimafia.

Otto avvisi a comparire e la richiesta di misure cautelari

Su richiesta del gruppo di magistrati specializzati nei reati contro la Pubblica Amministrazione della Procura di Caltanissetta, il Giudice per le indagini preliminari ha emesso un avviso a comparire per rendere interrogatorio nei confronti di otto persone. Gli inquirenti hanno confermato che l’attività investigativa ha avuto inizio nel mese di giugno del 2023, mentre la formale richiesta per l’applicazione di misure cautelari personali è stata depositata al Gip lo scorso 27 marzo 2026. Sarà proprio il giudice, all’esito degli imminenti interrogatori, a dover decidere se accogliere o meno le istanze restrittive avanzate dalla Procura.

I reati contestati a vario titolo nell’ipotesi investigativa dei pubblici ministeri riguardano i delitti di corruzione e falso ideologico. Gli addebiti provvisori attengono a una pluralità di condotte connesse alla gestione amministrativa e del personale all’interno dell’ente sanitario regionale. Il provvedimento di notifica ha raggiunto esponenti di primo piano della politica isolana e della burocrazia sanitaria.

Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.

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Redazione