Attacchi hacker supermercati, l’allarme di Assocold

Una serie di attacchi hacker ai supermercati italiani ha colpito i sistemi di refrigerazione di alcuni punti vendita, dopo aver già interessato Francia, Belgio, Lussemburgo, Olanda, Svezia e Irlanda. Lo rende noto Assocold, l’associazione dei costruttori di tecnologie per la refrigerazione commerciale e industriale federata ad Anima Confindustria, in un comunicato diffuso il 5 novembre da Milano.

Secondo quanto riferito dall’associazione, in Italia l’impatto è stato limitato a pochi punti vendita rispetto alle migliaia presenti sul territorio nazionale. Molti di questi negozi, spiega il comunicato, sono ancora dotati di sistemi di sicurezza obsoleti, con interfacce esposte direttamente sul web e carenze nei meccanismi di autenticazione.

Temperature modificate da remoto

Le intrusioni hanno colpito i controllori di alcuni banchi frigoriferi e celle, modificando da remoto le temperature di esercizio. Il risultato, secondo Assocold, sono state interruzioni nella catena del freddo che in alcuni casi hanno comportato perdite di prodotti e la chiusura temporanea dei negozi coinvolti.

Assocold esprime vicinanza agli operatori coinvolti e condanna gli attacchi, che possono compromettere la continuità del servizio e causare perdite economiche e sprechi alimentari. L’associazione sottolinea che la rete di distribuzione italiana si è dimostrata finora più resiliente rispetto ad altri Paesi europei.

Le indicazioni del presidente Mastrapasqua

«Gli episodi italiani confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza informatica, mantenendo aggiornati i sistemi e adottando adeguati protocolli di sicurezza online perché in quest’epoca la cybersicurezza dev’essere parte integrante della gestione operativa», dice Francesco Mastrapasqua, presidente di Assocold.

Mastrapasqua indica alcune misure operative concrete: «Sul piano operativo, occorre evitare l’esposizione diretta della propria connessione al web via IP pubblici, privilegiando al contrario soluzioni di accesso remoto sicure e VPN protette da firewall opportunamente configurati, ed è fondamentale dotarsi di sistemi efficaci di monitoraggio e allarmistica».

Il nodo degli impianti vecchi

Il comunicato collega la vicenda anche al tema della sostituzione degli impianti più datati. Secondo Assocold, il rinnovo dei sistemi obsoleti può migliorare efficienza, affidabilità e capacità di integrazione con i sistemi digitali di controllo e monitoraggio. L’associazione indica nella misura dell’iperammortamento uno strumento che può favorire l’acquisto di tecnologie di ultima generazione, con risparmi energetici, refrigeranti a minore impatto ambientale e dotazioni più avanzate sul fronte della cybersicurezza.

Assocold riferisce di essere al lavoro con i propri associati, gli altri operatori del settore e le istituzioni per diffondere tra le catene della grande distribuzione l’adozione di sistemi di monitoraggio e controllo aggiornati.

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Redazione