Grazia gioielliere Nicolosi, Mattarella decide per Guido Gianni

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concesso la grazia parziale a Guido Gianni, il gioielliere di 66 anni di Nicolosi condannato a 12 anni e 4 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante una tentata rapina nel 2008. Il provvedimento, arrivato ieri, estingue tre anni e due mesi della pena residua: Gianni ha già scontato cinque anni e tre mesi, e fra i benefici già accumulati e la liberazione anticipata gli restano da espiare circa due anni.

La reazione della moglie

A Nicolosi, cittadina del versante sud dell’Etna, la notizia ha raggiunto per prima Maria Angela Distefano, la moglie del gioielliere che da quattro anni, dopo la sentenza definitiva della Cassazione, aveva lanciato una petizione su Change.org per chiedere la grazia al capo dello Stato. Contattata al telefono da La Sicilia, la donna dice: «Mattarella ha ascoltato il mio appello». E aggiunge: «Mio marito è il mio eroe, quel giorno mi ha salvato la vita».

«Sono felice. Per me è la vittoria di una battaglia molto sofferta. Ringrazio Sergio Mattarella per la grazia, anche se parziale. Il Presidente ha saputo capire le mie parole», dice ancora Distefano, che aggiunge: «Fino a ieri piangevo lacrime di dolore, oggi invece sono di gioia». Ieri pomeriggio il telefono della donna è stato sommerso dalle chiamate di giornalisti da tutta Italia. «Non voglio concedere interviste. Ho parlato con l’avvocato e attendiamo il risultato dei conteggi sugli anni che gli restano da scontare», dice.

Il percorso tra carcere e domiciliari

Gianni si trova agli arresti domiciliari per motivi di salute da circa nove mesi. Il differimento della pena gli era già stato concesso una prima volta dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo, dopo un periodo di detenzione all’Ucciardone disposto dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per motivi di sicurezza. In seguito il Tribunale di Sorveglianza di Catania aveva riattivato la detenzione in carcere, prima che all’inizio del 2026 l’uomo tornasse ai domiciliari.

Il nuovo provvedimento scadeva lo scorso 3 settembre, ma la rivalutazione del caso era stata congelata in attesa della decisione sulla grazia, chiesta dall’avvocato del foro di Palermo Mario Romeo. Ieri è arrivata la risposta di Mattarella.

Il commento di Salvini

Il vicepremier Matteo Salvini ha commentato ieri sera il provvedimento: «Una bellissima notizia, avevo incontrato Guido Gianni in carcere».

La rapina del 2008

Gianni era stato inizialmente indagato per legittima difesa. Secondo la ricostruzione dei periti nelle diverse fasi processuali, l’uomo avrebbe ferito i rapinatori dopo una colluttazione, ma i colpi mortali sarebbero stati esplosi mentre i banditi fuggivano. Il gioielliere ha sempre sostenuto di non essersi accorto che l’arma degli aggressori, una copia perfetta di una pistola calibro 9, fosse in realtà un giocattolo. In aula aveva detto: «Ho sparato per difendere la vita di mia moglie e la mia, ho difeso la mia famiglia, non volevo uccidere».

Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione, gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva e che le ricostruzioni riportate corrispondono all’ipotesi accusatoria.

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Redazione