
La diocesi di Acireale si è riunita a Santa Venerina per la solenne Veglia di Pentecoste presieduta dal vescovo Antonino Raspanti. Un intenso momento di preghiera corale per invocare il dono dello Spirito Santo, riflettere sul ruolo dell’uomo come custode del creato e condannare fermamente le logiche della guerra e del potere.
La comunità ecclesiale acese ha vissuto un momento di profonda comunione sabato 23 maggio, radunandosi in occasione della vigilia della solennità di Pentecoste. La celebrazione diocesana, guidata dal vescovo Monsignor Antonino Raspanti, ha fatto tappa per la prima volta nella Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Santa Venerina, accogliendo numerosi fedeli, membri del clero, gruppi, associazioni e movimenti laicali provenienti dall’intero territorio diocesano.
Durante l’omelia, il prelato ha analizzato con lucidità le ferite dell’epoca odierna, focalizzandosi sull’atteggiamento dell’uomo moderno, spesso incline a «mettere le mani sul creato senza limiti». Dimenticando la propria vocazione di custode, l’umanità si erge a dominatrice, scatenando derive distruttive. «Alla radice delle guerre, delle divisioni e delle ingiustizie vi è il peccato di chi non riconosce Dio come Creatore e Signore della storia», ha scandito monsignor Raspanti, individuando nella presunzione umana l’origine dei conflitti globali.
Attraverso la metafora biblica della torre di Babele, il vescovo ha descritto un’umanità smarrita: «L’umanità continua a inseguire il desiderio di dominare tutto, di possedere ogni cosa e di seguire soltanto il proprio pensiero, senza accogliere limiti e regole». L’invito rivolto ai fedeli, in linea con il magistero pontificio, è quello di ripudiare la logica delle armi per farsi costruttori di una pace disarmata, capace di contrastare l’odio con l’amore.
La liturgia ha offerto uno spunto per riflettere sulla corresponsabilità all’interno della Chiesa. «La vera sfida quotidiana è non lasciarsi sedurre dall’efficienza e dal potere dimenticando che il vero potere appartiene solo a Dio», ha ammonito Raspanti, esortando le parrocchie a trasformarsi in presidi di dialogo e fraternità.
L’organizzazione dell’evento è stata curata dalla Consulta diocesana dei laici. Il responsabile Salvo Paratore ha rivolto un saluto all’assemblea, evidenziando come «lo Spirito Santo chiami la Chiesa a rimanere in Cristo e ad uscire nel mondo per testimoniare il Vangelo con gioia». Un messaggio incoraggiante per il futuro, nella certezza che «anche nelle ferite e nelle difficoltà, la Parola di Dio non è incatenata e continua a generare speranza».
Il fine settimana di spiritualità prosegue domenica 24 maggio con la Giornata pro-Seminario, un appuntamento pensato per sostenere concretamente il Seminario diocesano e pregare per le nuove vocazioni sacerdotali.