Controlli della Questura a Paternò: verificate attività commerciali e presunte violazioni stradali

La Polizia di Stato ha condotto un’estesa operazione di controllo nel territorio di Paternò per prevenire l’illegalità. Identificate oltre duecento persone ed elevate diverse sanzioni per presunte violazioni al Codice della Strada, con una procedura di espulsione in corso.

I poliziotti del Commissariato di pubblica sicurezza di Adrano, supportati dal Reparto Prevenzione Crimine “Sicilia Orientale”, dal X Reparto Mobile e dalla Polizia Locale, hanno eseguito un massiccio piano di intervento disposto dalla Questura di Catania. Le attività si sono concentrate nel centro, nelle periferie e nei punti di accesso strategici del capoluogo paternese.

Controlli nei locali e accertamenti

Secondo quanto emerso, le forze dell’ordine hanno ispezionato diversi esercizi pubblici, tra cui chioschi, bar e centri scommesse, per verificare il rispetto della normativa vigente. Nell’ipotesi investigativa, i controlli mirano a evitare che tali luoghi diventino punto di ritrovo per soggetti con precedenti, tutelando l’ordine pubblico. Durante le operazioni, è stata vagliata la posizione di alcuni cittadini stranieri: per uno di loro, che si presume irregolare sul territorio nazionale, sono state avviate le pratiche per l’espulsione.

Posti di blocco e sanzioni

Sulle strade a maggiore densità veicolare, gli agenti hanno allestito posti di controllo fissi e dinamici. Secondo l’accusa, diversi automobilisti avrebbero commesso infrazioni: alcuni sono stati sanzionati per la presunta mancanza di copertura assicurativa e revisione periodica, mentre altri sarebbero stati sorpresi alla guida senza patente o con il documento scaduto. Verificato anche il rigoroso rispetto delle restrizioni per i soggetti sottoposti a misure limitative della libertà personale.

Il bilancio complessivo conta 220 persone identificate (di cui 36 con precedenti) e 98 veicoli controllati. Nuovi interventi sono previsti nei prossimi giorni.

Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.

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Redazione