Classifica redditi MEF 2026: Sant’Agata li Battiati è il comune più facoltoso della Sicilia

Sant’Agata li Battiati si conferma il comune più ricco della Sicilia: con un reddito medio di 27.926 euro, il centro etneo guida la classifica regionale del benessere fiscale. I dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze delineano una mappa dei redditi a due velocità, dove la cintura urbana di Catania domina le posizioni di vertice, mentre i grandi capoluoghi e le province dell’entroterra faticano a colmare il divario con il resto del Paese.

I nuovi dati pubblicati dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia offrono una fotografia nitida del benessere economico nell’Isola, basata sul reddito imponibile medio dichiarato ai fini Irpef. Al vertice della graduatoria siciliana svetta Sant’Agata li Battiati, con un imponibile medio di 27.926,71 euro, seguita a breve distanza da San Gregorio di Catania con 27.398,92 euro. Questi centri, insieme ad Aci Castello, Tremestieri Etneo e Viagrande, formano una “cintura d’oro” attorno al capoluogo etneo che concentra le capacità reddituali più elevate della regione.

Il divario nazionale e la cautela statistica

Nonostante il primato locale, il confronto con il Nord Italia resta severo. Se a livello nazionale dominano micro-comuni come Maccastorna (Lodi) o Basiglio (Milano) con redditi medi che superano i 50.000 euro, la Sicilia resta ancorata ai gradini più bassi della classifica italiana. Gli esperti suggeriscono tuttavia cautela nell’interpretare i dati dei centri più piccoli, dove poche dichiarazioni molto elevate possono distorcere la media; tuttavia, nei comuni con oltre 2.000 contribuenti, il dato di Battiati appare solido e rappresentativo di un benessere consolidato.

Grandi città e province: Catania e Palermo inseguono

Il dato più critico riguarda le grandi aree urbane. Tra i poli con almeno 100.000 contribuenti, Catania e Palermo si collocano nella parte bassa della graduatoria nazionale, con redditi medi che oscillano poco sopra i 22.000 euro. Il divario con Milano è impressionante: tra un contribuente milanese e uno catanese intercorre una forbice di oltre 17.000 euro annui. La situazione provinciale conferma il ritardo strutturale di alcune aree: Trapani, Enna, Agrigento e Ragusa occupano stabilmente le ultime posizioni della mappa fiscale italiana, con medie che non raggiungono i 19.000 euro.

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Redazione