
Sviluppi nell’indagine sull’assalto al bancomat di Mascalucia: i Carabinieri individuano la base logistica a San Pietro Clarenza. Sequestrati esplosivi, droga e indumenti utilizzati durante il colpo; due nuovi arresti si aggiungono a quello eseguito nell’immediatezza dei fatti[cite: 4, 7, 16].
L’attività investigativa del Comando Provinciale dei Carabinieri di Catania non si è interrotta dopo il violento assalto al bancomat di via Roma a Mascalucia, avvenuto nei giorni scorsi alle ore 3:00 del mattino[cite: 7, 8]. I malviventi avevano utilizzato una “marmotta” — un congegno artigianale metallico — per far saltare lo sportello automatico. Se nell’immediato i militari del Nucleo Radiomobile di Catania erano riusciti a trarre in arresto un 43enne di Francofonte dopo un inseguimento, le indagini successive hanno permesso di ricostruire la rete di supporto della banda[cite: 9, 10].
I militari della Sezione Operativa della Compagnia di Giarre di Catania hanno concentrato le ricerche su un garage situato a San Pietro Clarenza, ritenuto il punto nevralgico dell’organizzazione. La perquisizione, effettuata con il supporto degli artificieri, ha confermato i sospetti degli inquirenti: all’interno del locale è stata rinvenuta un’altra “marmotta” pronta all’uso e 400 grammi di flash powder, una potente miscela esplosiva artigianale[cite: 12, 13]. Fondamentale per consolidare il quadro indiziario è stato il ritrovamento di indumenti e oggetti direttamente riconducibili alle fasi operative dell’assalto di Mascalucia.
Oltre al materiale bellico, i Carabinieri hanno scoperto nel garage un deposito di sostanze stupefacenti. Sono stati sequestrati oltre 200 grammi di cocaina, crack e marijuana, già suddivisi in dosi e pronti per la vendita, insieme a bilancini di precisione e macchinari per il confezionamento sottovuoto. Al termine dell’operazione, un uomo di 46 anni e una donna di 36 anni, residenti a San Pietro Clarenza, sono stati arrestati per detenzione di materiale esplodente e sostanze stupefacenti.
Gli arrestati sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza su disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Per garantire la sicurezza pubblica, l’esplosivo sequestrato è stato portato in una zona sicura e fatto brillare dagli artificieri. Le indagini proseguono per identificare eventuali altri complici coinvolti nella rete logistica della banda[cite: 10, 16].
Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.