
Un ristorante abusivo a Paternò è stato scoperto mercoledì 19 agosto 2026 durante un’ispezione congiunta dei Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Sezione Operativa di Paternò, dei colleghi del NAS di Catania e di personale Enel. Il locale era aperto senza le autorizzazioni di base: né la SCIA per l’avvio dell’attività, né il necessario nulla osta sanitario.
L’ispezione igienico-sanitaria ha fatto emergere più irregolarità, finite tutte all’attenzione delle autorità competenti. Al centro del provvedimento c’è il titolare del locale, un 20enne di Paternò con precedenti segnalazioni alle forze dell’ordine. A suo carico sono state contestate violazioni amministrative per la mancanza della comunicazione di inizio attività e per l’assenza dell’autorizzazione sanitaria. Le sanzioni ammontano complessivamente a 8.164 euro.
Al giovane è stata notificata anche una diffida: non potrà proseguire l’attività di ristorazione finché non avrà ottenuto i permessi richiesti dalla legge.
Il blitz non è stato casuale. Rientra in un dispositivo che l’Arma dei Carabinieri ha predisposto per il monitoraggio sistematico delle attività commerciali del territorio, con attenzione alla sicurezza dei lavoratori e alla protezione dei consumatori. La presenza del NAS ha permesso di verificare i profili igienico-sanitari, quella di Enel di controllare eventuali aspetti legati alla fornitura di energia. Le irregolarità accertate sono state segnalate alle autorità amministrative competenti, che valuteranno i provvedimenti del caso.
Aprire un’attività di ristorazione senza la Segnalazione Certificata di Inizio Attività costituisce una violazione del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza e delle normative comunali in materia di commercio. La SCIA è lo strumento con cui il titolare di un esercizio comunica all’amministrazione comunale l’avvio dell’attività, attestando il possesso dei requisiti richiesti. La sua assenza espone a sanzioni amministrative e alla sospensione immediata dell’attività.
Altrettanto rilevante è la mancanza dell’autorizzazione sanitaria, necessaria per garantire che i locali rispettino gli standard igienici previsti dalla normativa europea e nazionale in materia di sicurezza alimentare. Senza questo documento, non è possibile dimostrare che gli ambienti, le attrezzature e le procedure adottate tutelino la salute dei consumatori. In caso di controllo, l’assenza dell’autorizzazione comporta la chiusura del locale e l’irrogazione di sanzioni pecuniarie.
Il Nucleo Antisofisticazione e Sanità dei Carabinieri svolge un ruolo centrale nella vigilanza sulle attività di ristorazione e nella verifica del rispetto delle normative igienico-sanitarie. Le ispezioni del NAS riguardano tanto le condizioni strutturali dei locali quanto la corretta conservazione e tracciabilità degli alimenti. Operazioni come quella condotta a Paternò si inseriscono in una strategia più ampia di contrasto alle attività irregolari, con l’obiettivo di proteggere i cittadini da rischi per la salute e garantire condizioni di concorrenza leale tra gli operatori del settore.