Visita del Papa a Lampedusa, mons. Raspanti: «Le Chiese di Sicilia grate al Successore di Pietro»

Il vescovo Antonino Raspanti, a nome della Chiesa siciliana, esprime profonda gratitudine per l’annunciata visita di Papa Leone a Lampedusa il prossimo 4 luglio. Il Presidente della CESi definisce il pellegrinaggio apostolico un dono di grazia e un sostegno profetico alla dignità umana.

La Sicilia si prepara ad accogliere Papa Leone con un sentimento di profonda commozione e gratitudine. Monsignor Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e Presidente della Conferenza Episcopale Siciliana (CESi), ha manifestato la gioia delle Chiese dell’Isola dopo la pubblicazione del calendario della Prefettura della Casa Pontificia, che conferma la tappa del Santo Padre a Lampedusa per il 4 luglio 2026.

La scelta del Pontefice di recarsi in quel lembo di terra, divenuto simbolo globale delle migrazioni e della sofferenza nel Mediterraneo, ricalca il solco pastorale già tracciato da Papa Francesco. «Il Santo Padre viene nella nostra isola di Lampedusa. Le Chiese di Sicilia sono veramente gioiose e grate di questa visita del Successore di Pietro alla nostra terra, a quella nostra piccola isola che ogni giorno vede tanta sofferenza», ha dichiarato monsignor Raspanti, sottolineando come la presenza del Papa serva a sostenere quanti lottano per i diritti e la dignità della persona umana.

Per il Presidente della CESi, il pellegrinaggio apostolico rappresenta un incoraggiamento a denunciare apertamente il male e le cosiddette «strutture di peccato» che generano dolore infinito. La visita sarà un momento cruciale per le comunità cristiane siciliane per riaffermare l’annuncio del Vangelo della vita. In un clima di attesa e speranza, Raspanti ha rivolto un ringraziamento diretto al Pontefice: «Grazie, Papa Leone. Attendiamo con gioia il 4 luglio, certi che questa visita sarà un dono di grazia e di speranza per la Sicilia e per il mondo intero».

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Redazione