Sanremo 2026, debutto nel segno di Baudo e Pausini: il bilancio della prima serata

Il Festival di Sanremo 2026 ha preso il via nel segno della tradizione, con un esplicito tributo a Pippo Baudo e una carrellata storica che ha unito le icone della kermesse. Tra momenti di impegno civile, come la testimonianza della centenaria Gianna Pratesi, e il protagonismo della Sicilia nella serata delle cover, il direttore artistico Carlo Conti ha difeso l’autonomia del palco dalle recenti sollecitazioni della politica.

L’apertura della 76ª edizione è stata caratterizzata da un forte impatto nostalgico, inaugurata dalla voce registrata di Pippo Baudo e dal passaggio di testimone con Olly, vincitore del 2025. Carlo Conti, affiancato da Laura Pausini, ha voluto dedicare l’intera edizione a Baudo, ricordando anche figure come Mike Bongiorno e Raffaella Carrà. La serata ha mescolato spettacolo e riflessione attraverso la presenza di Gianna Pratesi, signora di 105 anni che ha ricordato il valore del primo voto alle donne in Italia, nonostante un refuso grafico sul ledwall che ha riportato la scritta “Repupplica”.

Il fronte delle polemiche e la politica

Nonostante l’invito alla leggerezza, il Festival non è rimasto immune dalle fibrillazioni istituzionali. Conti ha risposto con fermezza alle richieste della presidenza del Senato in merito al caso di Andrea Pucci, ribadendo di non poter obbligare il comico a partecipare e definendo il suo festival uno spazio “cristiano e democratico”. Anche l’Ad Rai Giampaolo Rossi ha minimizzato le voci di ingerenze, descrivendo il dibattito come un aspetto fisiologico della manifestazione.

La Sicilia protagonista e le nuove sfide

L’Isola promette di deviare gli equilibri della classifica, specialmente nella serata dedicata ai duetti, dove spiccano nomi siracusani e catanesi come Tony Pitony e Delia, oltre al ritorno di Levante e Roy Paci. Sul piano degli ascolti, il direttore artistico ha espresso serenità per il confronto con i propri record passati, sottolineando come lo scenario Auditel sia mutato a causa dello slittamento del Festival dopo le Olimpiadi e la concorrenza del calcio. Infine, il caso Morgan è stato gestito come una scelta professionale: l’artista, pur coinvolto in un procedimento giudiziario non definitivo, ha scelto di restare dietro le quinte.

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Redazione