
Ruggero Razza
A due giorni dal 34° anniversario della strage di Capaci, l’eurodeputato siciliano Ruggero Razza ha preso la parola al Parlamento europeo di Strasburgo con una richiesta precisa: istituire nuovamente una commissione speciale contro le mafie, il crimine organizzato e il riciclaggio. Come quella che esisteva nel 2012. E che non c’è più.
A trentaquattro anni dalla strage, l’eurodeputato siciliano chiede a Bruxelles una commissione speciale contro il crimine organizzato. Come quella del 2012. Che non c’è più.
Il 23 maggio 1992 non è solo una data sul calendario. È il giorno in cui la mafia fece saltare in aria un pezzo d’Italia. Sull’autostrada A29, tra Palermo e l’aeroporto di Punta Raisi, morirono il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta: Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Di Cillo. Poche settimane dopo, in via D’Amelio, toccò a Paolo Borsellino e agli agenti che gli stavano accanto. Fu una stagione di sangue. E di rabbia. E da quella rabbia nacque qualcosa: una coscienza civile più forte, nuovi strumenti investigativi, una reazione che il Paese non aveva mai visto prima.
A Strasburgo, a due giorni dall’anniversario, l’eurodeputato siciliano Ruggero Razza – Fratelli d’Italia, gruppo ECR – ha preso la parola in Aula e ha fatto una richiesta precisa. «Chiediamo al Parlamento europeo di rafforzare l’attività di contrasto alla corruzione e di istituire nuovamente, come nel 2012, la commissione speciale contro le mafie, contro il crimine organizzato e contro il riciclaggio.» Niente discorso retorico. Una proposta concreta, con un precedente già scritto nella storia del Parlamento europeo.
Falcone lo aveva capito prima di tutti. Le mafie non si fermano ai confini. Trafficano droga e armi su scala mondiale. Riciclano miliardi attraverso sistemi sempre più difficili da tracciare. Si infilano nell’economia legale. Condizionano la politica. Razza lo ha ricordato con le parole del magistrato palermitano stesso: Falcone aveva indicato nella cooperazione internazionale – anche europea – l’unico strumento capace di colpire davvero le organizzazioni criminali. Quella visione aveva quarant’anni fa. È ancora attuale.
La commissione speciale che Razza chiede di riattivare non sarebbe solo un simbolo. Sarebbe un luogo dove gli Stati membri si siedono attorno a un tavolo, condividono informazioni, costruiscono strategie comuni contro la criminalità organizzata. Perché se le mafie lavorano insieme oltre frontiera, anche chi le combatte deve farlo. «Ricordare Capaci non è un esercizio retorico, ma chiama a responsabilità concrete», ha detto l’eurodeputato chiudendo il suo intervento. La memoria vale qualcosa solo se muove qualcosa.